Chiese Cristiane di Dio
[024]
L’angelo
di YHVH [024]
(Edizione 2.1
19940514-20010906)
Questo lavoro elabora il tema dell’identità dell’Angelo di YHVH o Geova nell’Antico Testamento. Il risultato ha delle implicazioni che possono turbare gli insegnamenti del cristianesimo moderno, compresi quelli di Herbert W. Armstrong e quelli dei testimoni di Geova.
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(Diritti d’Autore 1994, 1998, 2001 Chiese Cristiane di Dio Wade Cox)
(Tr. 2002)
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L’Angelo
di YHVH [024]
1.1 Difficoltà di questi insegnamenti……………. .3
1.2 Principi fondamentali per la comprensione… 6
1.3 Definizione del termine Angelo ………… 7
2. AGAR E L’ANGELO………… …………..…… 8
2.1 Tu-sei-il-Dio-della-visione………………..…... .8
2.2 L’Angelo di Dio……………………………..…...9
3. ABRAMO E L’ANGELO……………………..… 9
3.1YHVH come un titolo distribuito……………… 9
3.2 L’Angelo impedisce l’uccisione di Isacco…..11
3.3
L’Angelo e la moglie di Isacco…….……..……...12
4. GIACOBBE E L’ANGELO………………………12
4.1 Il Dio della casa di Dio……………………….12
4.2 Il Volto di Dio…………………...…………….14
4.3 L’Angelo della Redenzione………………...14
5. MOSE’ E L’ANGELO……………………….…15
5.1 Il discorso di Stefano…...………………….15
5.2 L’Angelo nel roveto….………………………16
5.3
L’Angelo
nella nube………………………...16
5.4
L’Angelo
come colui che da la legge………..16
5.5 L’Angelo come presenza di Dio……………..17
6. L’ANGELO DELL’ALLEANZA……………...…18
7. BALAAM E L’ANGELO………………………...19
8. GIOSUE’ E L’ANGELO………………………….19
9. L’ANGELO E I GIUDICI………………………...19
9.1 Gedeone e l’Angelo…………………………..20
9.2 I genitori di Sansone e
l’Angelo……………...20
10. L’ANGELO NEI GIORNI DEI RE……………
21
10.1 Davide e l’Angelo…………………………..21
10.2 Elia e l’Angelo……………………………...22
10.3 Isaia e l’Angelo……………………23
10.4
L’Angelo protegge Israele…………………..24
11. ALTRI RIFERIMENTI ALL’ANGELO………24..
11.1 L’Angelo come una parte della vita
quotidiana in Israele…………………………24
11.2 L’Angelo in Daniele………………………..24
11.3 L’Angelo in Zaccaria……………………….25
12. SOMMARIO…………………………………….27
APPENDICE 1- CRISTO ERA IL
FIGLIO DI
DIO PRIMA DELLA SUA NASCITA
COME
UOMO?………………………………..……….….29
APPENDICE 3-L’ELEVAZIONE DEL
APPENDICE 4-COMMENTI
APPENDICE
5-OPINIONI DELLA CHIESA ANTICA SUGLI ANGELI E CRISTO………….41
TESTAMENTO………………………………..…...44
1.
INTRODUZIONE
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Questo lavoro era basato sui lavori La Creazione: dalla teologia antropomorfa all’antropologia teomorfa (B5) e i saggi Gli eletti come Elohim(N°1) e anche Il Dio che adoriamo(N°2). Questo saggio aiuta a spiegare la dichiarazione del credo della fede cristiana(A1) sul quale è anche basato. Lo scopo di questo saggio è quello di spiegare il ruolo dell’Angelo Supremo dell’Antico Testamento, che apparve ai Patriarchi e che diede la legge a Mosè.
Nelle Chiese di Dio, nell’ultima decade del ventesimo secolo, c’è stato un errore che ha avuto delle serie implicazioni per la teologia delle Chiese di Dio e che è stato usato per scardinare la loro visione dottrinale della storia nei principali elementi delle Chiese.
Questo errore, che era in realtà molto grave, apparve in quella Chiesa che venne conosciuta come Chiesa di Dio Universale.
Ci furono una serie di insegnamenti che fecero varie affermazioni sulla natura di Dio e di Cristo. Fra questi insegnamenti vi erano i seguenti punti:
Dunque, erano insegnati diversi concetti. Questi, dicevano che vi erano due esseri Divini che erano sempre esistiti; e che si chiamavano “Dio” e “la parola” che divennero conosciuti come “Il Padre” e “Il Figlio” dopo che Cristo apparve in terra (vedere la discussione nell’appendice 1 che testimonia che la paternità di Dio e il ruolo di figlio di Cristo erano conosciuti prima dell’incarnazione di Cristo); che Cristo era il Dio dell’antico Israele, essendo conosciuto come YHVH; che proprio nessuno sapeva che l’altro essere Divino, Dio il Padre (come fu chiamato “più tardi”), esistesse fino a quando Cristo apparve in terra e rivelò la sua esistenza; che Cristo era Melchisedek, e quindi viveva sulla terra al tempo di Abramo, ma era senza padre, madre, genealogia, e così via (vedere la discussione nell’appendice 2 e anche il saggio Melchisedek [128] per la dimostrazione che Cristo non era Melchisedek).
Naturalmente la Bibbia insegna che vi è un solo Dio. Ora per dire che Gesù Cristo o il Logos era un essere Divino e che Dio il Padre era un secondo essere Divino significava che vi erano 1+1=2 esseri Divini o due Dei - - non un solo Dio. Per spiegare questa apparente contraddizione fu detto che Elohim era “un nome singolare e plurale” e che Dio e la Parola erano un Elohim o che essi erano “un Dio” nel senso che la parola Dio in questo contesto significava Dio Famiglia. Inoltre, il termine Dio fu spiegato con diversi significati: si potrebbe riferire sia al membro della “Famiglia di un solo Dio” o a un personaggio distinto, o potrebbe essere riferito a tutti i membri della “Famiglia di Dio” come una struttura complessa, o potrebbe essere riferito a Dio Padre quando si parla di “Dio e la Parola”.
Queste teorie erano più o meno accettate dalla maggioranza di coloro che entrarono nella Chiesa di Dio Universale. A questi, in fin dei conti, venivano presentate una varietà di scritture di sostegno. Si presume fossero prontamente insegnate da un ministro. Comunque, le dottrine sulla natura di Dio erano di norma evitate. Vi erano anche un numero di insegnamenti conflittuali, inspiegabili in base alle precedenti affermazioni. Il lungo corso per corrispondenza sulla Bibbia della Chiesa di Dio Universale fino all’ultima pubblicazione sotto Joseph W. Tkach Snr., dopo la morte di di Herbert Armstrong, ha affermato anche che il termine per Dio era Eloah al singolare e il termine plurale Elohim derivava da questa forma singolare. Questa è un’affermazione vera. Anche la Chiesa non ha mai pregato nessuno se non il Padre come Dio in nome del Figlio Gesù Cristo, e dunque nessun conflitto venne introdotto nel culto. La dottrina della natura di Dio generalmente non veniva insegnata.
1.1 Difficoltà di questi insegnamenti
Tuttavia, queste spiegazioni pongono molti interrogativi. Per iniziare, la spiegazione di come 2 Esseri Divini = 1 Dio era logicamente affidata all’estensione dello status del termine Dio. Era abbastanza ovvio da un numero di brani del Nuovo Testamento che quando si parlava dell’“unico Dio” della Bibbia, ci si riferiva al Dio il Padre:
Così parlò Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. (Gv. 17:1-3, RSV).
Per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui. (1Cor. 8:6, RSV).
Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. (Ef. 4:6, RSV).
Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù. (1Tm. 2:5, RSV).
La spiegazione di come Cristo rivelò il Padre ed il fatto che l’esistenza del Padre era più o meno sconosciuta fino all’incarnazione di Cristo, era totalmente falsa. La spiegazione contraddice numerosi brani del Nuovo Testamento dove era dato per scontato che Dio il Padre era il Dio dell’Antico Testamento, il Dio di Israele, e che Lui ha mandato il suo servo, Gesù, a noi. Per esempio:
Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete-, dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. (Atti. 2:22-24, RSV).
Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo. (Atti. 3:13, RSV).
Se ora consideriamo che Dio il Padre era sconosciuto ad Israele prima della venuta di Cristo come uomo, allora queste affermazioni non avrebbero senso perché esse fanno appello al Dio d’Israele come colui che avvalorò il ministero di Cristo. Ci si potrebbe invece aspettare Pietro dire una cosa come, “Gesù era il Dio dei nostri Padri s’incarnò e ci rivelò che esiste un Dio più alto in cielo, l’Altissimo.”
In effetti, se ci pensate, tutto il Nuovo Testamento è costruito sulla
convinzione che Dio il Padre era il Dio d’Israele e Gesù venne come suo Messia
e Servo come fu profetizzato. Se fosse stato veramente corretto che Dio il
Padre era sconosciuto prima della
venuta di Cristo, questa sarebbe stata, per gli ebrei e gli antichi cristiani,
una rivelazione sbalorditiva. Ci si potrebbe aspettare di trovare questo punto
spiegato più e più volte nel Nuovo Testamento. Tuttavia, questo non è quello
che troviamo. Piuttosto, l’esistenza di Dio il Padre è data per scontata.
Furono l’identità e il ruolo di Gesù Cristo a causare un tale trambusto
tra gli ebrei e questi dovettero essere spiegati. Gesù era il Figlio di Dio – il Figlio di Dio
dell’Antico Testamento (Lc. 1:30-35).
Egli era l’eletto di Dio (Lc.
9:35; 23:35) – il servo di Dio (Mt.
12:18). Dio che nei tempi precedenti
parlava attraverso i Suoi profeti, in questi ultimi giorni parlava attraverso
Suo Figlio (Eb. 1:1-2). Senza dubbio,
Dio il Padre era conosciuto nell’Antico Testamento.
Certamente Gesù disse questo:
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me. Ma voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto (Gv. 5:37 NKJV)
ma questo non è come dire che
nessuno sapeva dell’esistenza del
Padre nell’Antico Testamento. Significa
soltanto che nessuno, in nessun tempo, aveva mai sentito la sua voce o visto la
sua forma. Come questo sia possibile
sarà spiegato più avanti.
Un altro problema abbastanza evidente nell’Antico Testamento è che qui
il termine YHVH non era usato esclusivamente per Cristo. Si, ci sono brani nei quali YHVH è usato in
riferimento a colui che divenne Cristo, come vedremo. Ma ci sono tanti altri brani dove YHVH è usato in modo tale che possa essere
usato ovviamente solo in riferimento a Dio il Padre. Per esempio:
Il Signore [YHVH] tuo Dio [Elohim] susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto (Dt. 18:15, RSV).
[Note: C’è un certo numero di termini in ebraico tradotti come Dio nella Bibbia. I più significativi sono:
1) Eloah – questo è al singolare ed è usato per un vero Dio; in arabo è Allah ed è usato nell’Islam per un vero Dio;
2) Elohim – questa è una forma plurale di Eloah usata per tutti gli esseri nel regno dei cieli, compreso l’unico vero Dio, Eloah, gli angeli buoni e cattivi;
3) Elohi – una forma singolare di Elohim ed usato per uno specifico Elohim, specialmente il Mal’ak che rappresentava Eloah per Israele;
4) El – una parola singolare per Dio, e usata sia per Eloah che per il suo Mal’ak in contesti differenti.
Vedere la discussione nella sezione 12 per maggiori dettagli.]
Qui Mosè dichiara che YHVH eleverà per Israele un profeta a cui
obbedire. Quel profeta era Cristo, come
gli Atti 7:37 mostrano chiaramente. Ora,
Cristo non elevò se stesso – i brani che si leggono negli Atti 2 e 3 mostrano
chiaramente che Dio elevò
Cristo. Dunque YHVH è chiaramente usato
in riferimento a Dio il Padre, e questa era una cosa proclamata da Mosè a tutta Israele.
Insorgono i re della terra
e i principi congiurano insieme
contro il Signore e contro il suo Messia [YHVH]
(Sal.2:2, RSV).
Annunzierò il decreto del Signore [YHVH].
Egli mi ha detto: "Tu sei mio figlio,
io oggi ti ho generato"(Sal. 2:7, RSV).
Qui leggiamo di YHVH e dei suoi consacrati. Al verso 7 leggiamo di YHVH e il suo figlio
generato. Ovviamente YHVH in questo
salmo si deve riferire a Dio il Padre.
Una spiegazione simile concorda con il salmo 110:1 dove si legge:
Di Davide. Salmo. Oracolo del Signore[YHVH] al mio Signore[Adoni]: "Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi". (RSV).
Nelle numerose profezie “Servo” di Cristo in Isaia (iniziando del capitolo 42 e seguenti), YHVH manda il Suo servo. Per esempio:
Il Signore Dio [Adonai YHVH] mi ha aperto l'orecchio e io non ho opposto
resistenza,
non mi sono tirato indietro. Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia
a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi. (Is. 50:5-6, RSV).
Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore [YHVH]? E' cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una
radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri
sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli
uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia,
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle
nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo
castigato, percosso da Dio [Elohim] e
umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre
iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue
piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore [YHVH] fece ricadere su di lui
l'iniquità di noi tutti. (Is. 53:1-6, RSV).
Lo spirito del Signore Dio [Adonai YHVH] è
su di me perché il Signore [YHVH] mi
ha consacrato con l'unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai
miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli
schiavi, la scarcerazione dei prigionieri; (Is. 61:1, RSV).
Chiaramente, nei brani precedenti YHVH si deve riferire a Dio il Padre. Un ultimo brano da notare è Zaccaria 13:7 dove si legge:
Insorgi, spada, contro il mio pastore,
contro colui che è mio compagno.
Oracolo del Signore degli eserciti [YHVH
Sabaoth]. Percuoti il pastore e sia disperso il gregge, allora volgerò la
mano sopra i deboli. (RSV).
Questa è la profezia “Percuoti il pastore e sia disperso il gregge” alla quale Cristo si riferisce e che applica a se stesso come il buon pastore (Mt. 26:31). Tuttavia questa profezia è detta da YHVH degli eserciti circa il Suo pastore l’uomo che è il compagno di YHVH (KJV). Ancora una volta YHVH deve essere Dio il Padre e non Cristo.
La Chiesa di Dio Universale ha insegnato questi ed altri errori. A coloro che hanno messo in discussione gli errori della Chiesa fu fatto credere che qualsiasi incoerenza nella spiegazione era colpa dell’individuo e le domande, se sorgevano, venivano soppresse. Quest’atteggiamento ha portato una seria crisi teologica, non solo nella Chiesa di Dio Universale, ma anche in altre Chiese poiché gli errori erano usati per inserire la struttura Trinitaria sotto la maschera Binitaria e poi attaccare la teologia della Chiesa. Questo inserimento dell’errore e la seguente teologia Trinitaria stavano per verificarsi nella Chiese di Dio Universale e dopo nella Chiesa di Dio (Settimo Giorno) e nelle sue diramazioni, poiché venne usata nella Chiesa Battista del Settimo Giorno degli Stati Uniti ed anche nella Chiesa Avventista del Settimo Giorno. In breve quest’incoerenza teologica e il fallimento nella comprensione della natura di Dio rappresentarono la rovina teologica delle Chiese di Dio alla fine del ventesimo secolo.
Nel primo e secondo secolo, le Chiese di Dio erano Unitarie come mostrano, senza dubbio, i nostri documenti. Esse insegnavano che Cristo era il grande Essere che diede la legge a Mosè nel Sinai ed era con Israele nel deserto. Questo fu proclamato da Giustino il Martire nella sua Prima Apologia ca. 154 CE ( LXIII, ANF, I, 184) che disse di essere l’Angelo di Dio e il Figlio di Dio e come un Dio. Fu proclamato ancora nella grande difesa unitaria di Ireneo ca. 195 (Contro le Eresie), dove egli affermò che originariamente Dio non aveva niente di contemporaneo a se stesso. Cristo e tutti gli altri esseri vennero ad esistere successivamente (vedere il saggio L’antica teologia della Natura Divina [127]). Comunque, tutti i teologi della Chiesa di ogni credenza non dubitarono per un solo minuto che Cristo fosse preesistente come l’essere dell’Antico Testamento che era sia Angelo che Elohim ed essi proclamarono che era il destino dell’eletto diventare elohim, poiché Cristo era elohim come un figlio di Dio in potere dalla sua resurrezione dalla morte (Rm. 1:4) (cfr. saggio Gli Eletti come Elohim [001]).
1.2 Principi fondamentali per la
comprensione
Per poter capire cosa la
Bibbia ci insegna a proposito di Dio e come e attraverso chi egli decide di
interagire con noi, dobbiamo fissare nella nostra testa alcuni punti
fondamentali.
Primo, c’è un solo vero Dio. C’è un
solo personaggio che, attraverso la virtù di ciò che è intrinsecamente, può
essere chiamato a ragione l’unico vero Dio. Gesù ha
identificato questo personaggio come suo padre e ha detto che la vita eterna
dipende dal comprendere questo e dall’essere capaci di distinguere tra questo
essere e Gesù Cristo, colui che egli mandò (Gv. 17:3). Lui solo ha l’immortalità intrinseca (1Tm.
6:16). Lui solo è intrinsecamente Santo
(Ap. 15:4).
[Note: Nel
termine Dio, il Padre (o Dio il Padre), le parole il
Padre sono grammaticalmente in apposizione
con Dio. Una apposizione è il posizionamento di una parola o di una
espressione accanto ad un’altra cosicchè la seconda spiega e ha la stessa costruzione
grammaticale della prima. E’ come dire Maria, mia cugina, venne a
visitare.
Il termine il Padre è un’altra
maniera di dire Dio. Cioè, Dio è il Padre, e il Padre è
Dio. Non è come se Dio il Padre sia il titolo di una descrizione singola
per “una ipostasi di Dio”. Piuttosto, il Padre è l’unico Dio, e l’unico Dio
è il Padre.]
Un secondo punto
fondamentale è capire che nessun uomo in
nessun tempo ha mai visto o sentito la voce dell’unico vero Dio:
il solo che possiede l'immortalità, che abita una
luce inaccessibile; che nessuno fra gli uomini ha mai visto né può vedere. A
lui onore e potenza per sempre. Amen. (1Tm. 6:16, RSV).
Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio
unigenito, che è nel seno del Padre,
lui lo ha rivelato. (Gv. 1:18, RSV).
Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. (1Gv. 4:12, RSV).
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me. Ma voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto. (Gv. 5:37 NKJV).
Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. (Gv. 6:46, RSV).
Vedere il saggio La Preesitenza di Gesù Cristo [243] per un’analisi di questa materia.
Invece di trattare con l’umanità in prima persona, Dio interagii con gli umani attraverso uno o più mediatori o messaggeri. E questo ci porta al terzo punto fondamentale che dobbiamo tenere presente. Dio rivelò se stesso al popolo di ambiente e cultura semitica, non ambiente e cultura greca. In occidente noi tendiamo a pensare in termini di idee e concetti greci. I popoli semitici avevano un modo completamente differente di vedere le cose. Se noi non impariamo ad apprezzare il loro modo di pensare diventeremo terribilmente confusi nel leggere la Bibbia. I concetti di Trinitarismo e Binitarismo sono sorti, in parte, a causa del fallimento delle mentalità greca e occidentale nel capire la mentalità giudaica e, quindi, il linguaggio della Bibbia.
1.3 Definizione del termine Angelo
Quest’ultimo punto è particolarmente vero quando arriviamo ad osservare i concetti dei nomi e dei titoli applicati ai messaggeri nella cultura giudaica. Nell’Antico Testamento il termine giudaico per messaggero è il nome mal’ak. Questo termine è presente complessivamente 213 volte nell’Antico Testamento. Deriva da una radice etimoligica che significa inviare un delegato. E’ questa parola mal’ak che è tradotta con angelo nella bibbie italiane. A causa del nostro ambiente quando leggiamo la parola angelo nella Bibbia, una serie di idee preconcette ci viene alla mente. La parola angelo è una “parola carica di significato” se volete, ma quello che significa in realtà è messaggero.
Nel Nuovo Testamento greco, vi è una versione simile. La parola per messaggero in greco è aggelos {ang’-el-os} dalla quale, in effetti, abbiamo la parola italiana angelo. Ma ancora una volta, tutta quello che significa è messaggero. (Aggelos deriva da angello che significa consegnare un messaggio. E’ usato sia per gli umani che per gli angeli. In Ap. 21:17, dopo il millennio, i termini uomo e angelo diventano sinonimi).
Nell’Antico Testamento, mal’ak indicava coloro che erano mandati a grande distanza da un individuo – per esempio in Genesi 32:3 dove Giacobbe inviò messaggeri a Esau. (Si noti che in Gn., 32:1-2 il mal’ak di Dio (Elohim) incontra Giacobbe. Cosi’, nei versi 1-2 mal’ak è usato in riferimento ai messaggeri soprannaturali inviati da Dio e nel verso 3 è usato in riferimento ai messaggeri umani inviati da Giacobbe).
Uno o più mal’ak potrebbero essere inviati da una comunità (Nm. 21:21) per comunicare un messaggio. Come rappresentante di un re, il mal’ak potrebbe aver rivestito il ruolo di un diplomatico (cfr. Re 1 20:1-2). Il mal’ak o messaggero, occupava un posto importante nella cultura semitica. Onorare il messaggero significava onorare colui che lo aveva inviato, ed era vero anche l’opposto (cfr. Gv. 5:23).
Dio mandò diversi tipi di messaggeri. In primo luogo, vi erano messaggeri umani profetici (2Cronache 36:15-16). Secondariamente, vi erano anche messaggeri soprannaturali di Dio inviati con un particolare messaggio o funzione (Gn. 19:1; Sal. 91:11). Nel caso di questi ultimi messaggeri il termine mal’ak è di solito tradotto angelo, per il beneficio dei lettori italiani cosi’ che questi possano capire che un messaggero soprannaturale dal Paradiso era inteso nell’originale giudaico. Comunque, il punto che stiamo facendo è che angelo significa semplicemente messaggero e noi dovremmo provare ad evitare di caricare la parola angelo di inutili idee preconcette.
Ora, fra tutti i mal’ak inviati da Dio, quello di gran lunga più significativo e rilevante per questo saggio è quello che fu descritto dalle frasi Mal’ak YHVH, o “l’Angelo del SIGNORE” nelle bibbie italiane, e Mal’ak Elohim, cioè, “l’Angelo di Dio”. [Questo è spesso più correttamente tradotto come “l’Angelo degli Dei” ma questo problema non è affrontato in questo saggio.] Queste frasi sono sempre usate al singolare. Esse si riferiscono all’Angelo speciale [o messaggero] che testimoniò la presenza di Dio. Poiché egli portava l’autorità di Dio e rappresentava Dio, egli fu frequentemente chiamato YHVH. Questo è un altro concetto accettabile per la mentalità semitica ma generalmente estraneo al nostro modo di pensare. Un pensatore giudeo era capace di chiamare un messaggero che rappresentava Dio con il nome di Dio, mentre riconosceva anche che il messaggero era solo uno e non Dio in prima persona.
Ad esempio, in Israele chiamavano i loro giudici umani elohim perché essi rappresentavano L’Elohim o il Dio (cioè Dio il Padre), ma ciò non significava che i giudici fossero in realtà Dio in persona:
Se il ladro non si trova, il padrone della casa sarà portato davanti a DIO [elohim] per giurare che non ha messo la sua mano sui beni del suo vicino. (Es. 22:8, KJV).
Non bestemmierai DIO [elohim] e non maledirai il principe del tuo popolo. (Es. 22:28, KJV).
Gli Dei menzionati qui sono i giudici di Israele. Quando una persona appariva davanti ad un giudice in una corte giudaica, essi si rivolgevano letteralmente al giudice come un Dio, poiché il giudice rappresentava Dio e portava la sua autorità. (Non è raro nelle nostre corti rivolgersi al giudice come vostra eccellenza. Probabilmente questa consuetudine è legata all’antico equivalente semitico). E cosi’ era che il Mal’ak di YHVH portava il nome di YHVH ed era veramente riportato come YHVH perché portava l’autorità di YHVH. [C’è anche il problema collegato che il termine YHVH significa colui che crea l’esistenza alla terza persona ed è usato dai subordinati di YHVH delle schiere poiché Egli letteralmente li ha fatti essere (cioè esistere). Vedere le note in calce alla New Oxford Annotated Bible RSV, p.70]. Inoltre, il Mal’ak di YHVH era chiamato anche Elohim perché rappresentava l’unico vero Dio che era l’Elohim del paradiso.
Note: Qualcuno potrebbe obiettare a questa delegazione dei nomi di Dio sulla base di Isaia 44:5 e altri. Tuttavia questi brani trattano l’unico vero Dio che è unico e senza eguali. Il concetto di esseri inferiori che portano l’autorità e , quindi, il nome di Dio, è chiaramente sostenuto nel Nuovo Testamento in Apocalisse 3:12.
Come sarà chiaro, la Bibbia indica l’angelo o Mal’ak di YHVH come la manifestazione di Cristo nella sua forma visibile.
Come vedremo si riflette su questo aspetto
anche nel testo del Salmo 45:6-7 e Ebrei 1:8-9 che saranno esaminati sotto.
Angeli come Elohim
Il termine angelo è usato anche per tradurre la parola Elohim come Dio
quando usata nell’Antico Testamento Ebraico.
Nel Salmo 8 per esempio quando la
Bibbia dei Settanta fu tradotta dall’ebraico al greco la parola elohim,
riferita chiaramente al figlio di Dio e Messia, fu tradotta con “aggelos o
messaggeri” nel testo greco dei LXX e questo uso fu trasferito nel testo del
Nuovo Testamento nel Libro degli Ebrei.
Il testo dovrebbe essere Poiché
tu hai (per un po’ di tempo) reso lui un po’ più basso dell’Elohim (Dei) e lo
hai incoronato con gloria e onore.
Questo è il significato in ebraico ed è l’intenzione del Libro degli
Ebrei nei capitoli 1 e 2 di trattare questo concetto. E’ tradotto in italiano angelo semplicemente
a causa della teologia Trinitaria. I
giudei compresero che gli elohim erano figli di Dio. I messaggeri di Dio erano i figli di Dio e
riportati nella traduzione greca come messaggeri per le esigenze teologiche del
monoteismo.
Questo tema è esaminato nel saggio Salmo
8 [014].
La preesistenza di Cristo era data per
scontata ed è proclamata ripetutamente nella teologia della Chiesa antica. E spiegata nel saggio La Preesitenza di Gesù Cristo [243].
Esaminiamo adesso questo essere nell’Antico Testamento che era l’Angelo
di Dio.
2. AGAR E L’ANGELO
2.1 Tu-sei-il-Dio-della-visione
L’Angelo di YHVH è citato per la prima volta nella storia della schiava
Agar che si allontana dalla sua padrona Sarai, nella Genesi 16. Mentre Agar vagava nel deserto, l’Angelo la
incontrò. Significativamente, l’angelo le promette che benedirà e moltiplicherà
i suoi discendenti. Dunque all’Angelo
sono dati potere e autorità da Dio per concedere benedizione all’umanità. Alla fine di questo incontro, l’Angelo è
chiamato “lo YHVH che ha parlato a lei” – [La
Interlinear Bible traduce questa frase con “E lei chiamò il none di Geova,
colui che le parla, Tu, un Dio di visioni!” La frase colui che le parla indica che c’e una moltitudine di esseri che
portano il titolo di YHVH.
Fu quel particolare YHVH che parlò con lei, che la vide vagare per il
deserto e andò in suo soccorso] – e lei chiama lui,
“Tu-sei-il-Dio-della-visione” (v.13).
Comunque l’Angelo si riferisce anche a YHVH alla terza persona. Quindi, in questo esempio noi cominciamo a
vedere come l’Angelo di YHVH porta il titolo di YHVH ma parla anche per conto
del suo YHVH che egli rappresenta.
La trovò l'angelo del Signore presso una sorgente d'acqua nel deserto, la sorgente sulla strada di Sur, e le disse: "Agar, schiava di Sarai, da dove vieni e dove vai?". Rispose: "Vado lontano dalla mia padrona Sarai". Le disse l'angelo del Signore: "Ritorna dalla tua padrona e restale sottomessa". Le disse ancora l'angelo del Signore: "Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine". Soggiunse poi l'angelo del Signore: "Ecco, sei incinta: partorirai un figlio e lo chiamerai Ismaele, perché il Signore ha ascoltato la tua afflizione. Egli sarà come un ònagro; la sua mano sarà contro tutti e la mano di tutti contro di lui e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli". Agar chiamò il Signore [YHVH], che le aveva parlato: "Tu sei il Dio della visione", perché diceva: "Qui dunque sono riuscita ancora a vedere [lett., ho visto veramente colui che vede me], dopo la mia visione?". (Gn. 16:7-13, RSV).
Significativamente, nel Nuovo Testamento, Cristo identifica se stesso con colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini. Nell’Apocalisse 2:18,23 si legge:
All'angelo della Chiesa di Tiàtira scrivi: Così parla il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente. (RSV)
Colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini, e darò a ciascuno di voi secondo le proprie opere. (RSV)
2.2 L’Angelo di Dio
Quando Agar si allontana per la seconda volta, l’Angelo le parla un’altra volta, e ripete la sua promessa di fare di suo figlio una grande nazione. Qui leggiamo per la prima volta il secondo titolo dell’Angelo, l’Angelo di Dio. E’ significativo il fatto che i termini Dio[Elohim] e Angelo di Dio[Elohim] siano usati in maniera intercambiabile proprio come YHVH e Angelo di YHVH. Dio[Elohim] sente e l’Angelo parla. L’Angelo dice che benedirà Ismaele, ma dice anche che sta parlando per conto di Dio[Elohim]. Questo mostra che vi è una gerarchia nell’Elohim. L’Angelo porta il titolo di Elohim e parla per conto dell’Elohim che rappresenta.
Ma Dio [Elohim]
udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio [Elohim] chiamò Agar dal cielo e le disse: "Che hai, Agar? Non
temere, perché Dio [Elohim] ha udito
la voce del fanciullo là dove si trova. Alzati, prendi il fanciullo e tienilo
per mano, perché io ne farò una grande nazione". Dio le aprì gli occhi ed
essa vide un pozzo d'acqua. Allora andò a riempire l'otre e fece bere il
fanciullo. E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne
un tiratore d'arco. (Gn. 21:17-20, RSV).
3. ABRAMO E L’ANGELO
3.1 YHVH come un
titolo distribuito
Nell’esempio di Agar e l’Angelo abbiamo visto che l’Angelo di YHVH era chiamato YHVH perché portava l’autorità di YHVH e parlava in suo nome. Questo concetto di YHVH come titolo assegnato (cioè un titolo applicato a molti esseri e non solo a YHVH delle schiere che è l’unico vero Dio) appare da molte parti. (Per una analisi dei titolo nel Nuovo Testamento, vedere l’appendice 3). Per esempio, YHVH appare direttamente ad Abramo.
Il Signore [YHVH] apparve ad Abram e gli disse: "Alla tua discendenza io darò questo paese". Allora Abram costruì in quel posto un altare al Signore che gli era apparso. (Gn. 12:7, RSV).
Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore [YHVH] gli apparve e gli disse: "Io sono Dio onnipotente [El Shadday]: cammina davanti a me e sii integro. Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò numeroso molto, molto". Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio [Elohim]parlò con lui: (Gn. 17:1-3, RSV).
Questo YHVH non potrebbe essere l’unico vero Dio perché nessun uomo ha mai visto Dio o sentito la sua voce (cfr. brani del Nuovo Testamento menzionati prima). Comunque lui parla come Dio onnipotente. Il termine ebraico per onnipotente è Shadday e significa il più potente. Ci può essere un solo essere più potente di tutti e questo è Dio, il Padre, che è più grande di tutti, compreso Cristo:
Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. (Gv. 14:28, RSV).
Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio. (1Cor. 11:3, RSV).
Nel Nuovo Testamento il termine onnipotente è riservato esclusivamente a Dio il Padre. Il Signore Dio Onnipotente è nostro Padre, e Gesù Cristo è nostro fratello:
e sarò per voi come un padre,
e voi mi sarete come figli e figlie,
dice il Signore onnipotente. (2Cor. 6:18, RSV).
Infatti, colui che santifica [Cristo] e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: Annunzierò il tuo nome [Il nome del Padre] ai miei fratelli, in mezzo all'assemblea canterò le tue lodi. (Eb. 2:11-12, RSV).
Nell’Apocalisse il Signore Dio Onnipotente, Dio il Padre, è separato dal suo Cristo; Egli è l’oggetto di un cantico di lode all’agnello; Cristo pigia il torchio della sua ira (cioè emette giudizi per suo padre); e sia l’onnipotente che l’agnello formano il tempio nel nuovo paradiso e nella nuova terra:
cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell'Agnello: "Grandi e
mirabili sono le tue opere,o Signore Dio onnipotente; giuste e veraci le tue
vie, o Re delle genti! ( Ap. 15:3, RSV).
Dalla bocca gli esce una spada affilata per
colpire con essa le genti. Egli le
governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell'ira furiosa
del Dio onnipotente. (Ap. 19:15,RSV). [cfr. Gv. 5:27 -e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo.]
Non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio, l'Onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio. (Ap. 21:22, RSV).
Poiché nessun uomo ha mai visto l’unico vero Dio (cfr. versi citati nella sezione 1.2) [questo è ben conosciuto dai commentatori. Vedere le citazioni dalla International Standard Bible Enciclopedia all’appendice 4], e Dio il Padre è Dio onnipotente e la scrittura non può essere annullata (Gv. 10:35), siamo costretti a concludere che il YHVH che ha parlato ad Abramo e ai Patriarchi era un altro YHVH separato da Dio Onnipotente (il Padre), ma uno che parlava per conto di Dio Onnipotente, o El Shadday. Cioè, Abramo trattò con un Elohim che parlava direttamente per conto di Dio, e poiché portava l’autorità di Dio portava anche il suo nome YHVH come un titolo. Cristo ha spiegato che parlava solo per conto di Dio:
Disse allora Gesù: "Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono e non faccio nulla da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, così io parlo. (Gv. 8:28, RSV).
Perché io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico come il Padre le ha dette a me". (Gv. 12:49-50, RSV).
Il concetto di
YHVH come un titolo distribuito diventa ancora più apparente nella Genesi 18
quando tre esseri appaiono ad Abramo e tutti sono chiamati YHVH:
Egli [Abramo]alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: "Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. (Gn. 18:2-3, RSV).
Nel testo ebraico originale la parola qui tradotta come “Signore” era in realtà YHVH. Abramo chiamava tutti e tre gli “uomini” YHVH. Comunque mentre i Soferim, che erano i revisori ufficiali sotto Esdra e Neemia, stavano fissando il testo ebraico alterarono questa parola e altri 133 casi per sostituirla con Adonai o Signore. (Le loro alterazioni furono registrate ai margini del testo.) Presumibilmente, la ragione di queste alterazioni stava nella riverenza per il nome divino YHVH, ma sembra più probabile che la vera ragione fosse che i Soferim erano preoccupati che YHVH venisse applicato ad altre entità oltre che a YHVH l’Altissimo. Alterazioni simili si ritrovano ai versi 27,30,32. (Una lista completa di queste alterazioni si può trovare all’appendice 32 della Companion Bible).
Nei versi 16-22, uno degli uomini, ora chiamati YHVH, decide di rimanere con Abramo, mentre gli altri due partono per Sodoma. Comunque questo YHVH si riferisce a YHVH in terza persona come colui che benedice Abramo, quindi un’indicazione in più sulla molteplicità di YHVH:
Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sodoma dall'alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli. Il Signore diceva: "Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare, mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso". Disse allora il Signore: "Il grido contro Sodoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!". Quegli uomini partirono di lì e andarono verso Sodoma, mentre Abramo stava ancora davanti al Signore. (Gn. 18:16-22, RSV).
Questo YHVH, che rappresenta YHVH in cielo scese per vedere se il clamore contro Sodoma fosse vero. Nel Capitolo 19 i due “uomini”, ora chiamati angeli (mal’ak), vanno a Sodoma. Nel verso 18, Lot si rivolge a loro chiamandoli YHVH:
Ma Lot gli disse: "No, mio Signore! [un’altra delle 134 alterazioni dei Soferim, originariamente YHVH]; (Gn. 19:18,RSV).
Gli angeli dicono a Lot che YHVH li ha mandati per distruggere Sodoma:
Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore [YHVH] è grande e il Signore [YHVH] ci ha mandati a distruggerli". (Gn. 19:13, RSV).
Nel verso 24 gli angeli, chiamati YHVH, fanno piovere fuoco proveniente dal YHVH in cielo:
quand'ecco il Signore [YHVH] fece piovere dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore [YHVH]. (Gn. 19:24, RSV).
Quindi, vediamo in questi racconti il termine YHVH applicato senza distinzione ad almeno quattro esseri: i tre “uomini” (evidentemente Cristo e due angeli che lo accompagnano) e Dio in Paradiso. Chiaramente, YHVH è un titolo distribuito applicato a coloro che rappresentano Dio il Padre per gli umani. Geova in Paradiso è Geova delle schiere.
3.2 L’Angelo
impedisce l’uccisione di Isacco
Il successivo riferimento all’Angelo è nell’episodio in cui ad Abramo viene chiesto di uccidere Isacco. In questo caso l’Angelo interviene per evitare la morte di Isacco:
Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!". L'angelo disse: "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio [Elohim]e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio". Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. Abramo chiamò quel luogo: "Il Signore provvede", perciò oggi si dice: "Sul monte il Signore provvede". Poi l'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: "Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce". (Gn. 22:11-18,RSV).
Qui l’Angelo parla sia come entità autonoma (“Ora so che….”) sia per conto di YHVH Dio del cielo (“Giuro per me stesso, oracolo di YHVH….”).
E’ interessante notare che nell’elogiare Abramo l’Angelo disse: “:poiché io ora so che hai paura di Dio visto che non hai trattenuto tuo figlio, il tuo unico figlio da me”. Da questo si capisce che l’Angelo era Elohim il quale ha chiesto ad Abramo di uccidere suo figlio nei versi 1-2, e che l’Angelo non sapeva quale sarebbe stata la reazione di Abramo, ma l’avrebbe scoperta osservando le sue azioni. Quindi, l’Angelo non ha una precisa previsione o preveggenza. Questo è esattamente il caso di Cristo. Ci sono alcune cose che Cristo non sa e che devono essergli rivelate dal suo Dio e Padre il quale ha preveggenza assoluta:
[Nota – Questa è un’ulteriore prova che Cristo non è l’unico vero Dio. L’unico vero Dio, Dio il Padre, dal principio annuncia la fine (Is. 46:9-10, RSV). E’ il suo mistero e la sua volontà che si stanno rivelando in terra (Ef. 1:9-10; 3:9). Cristo conosce queste cose attraverso la rivelazione del Padre (Ap. 1:1).]
Quanto poi a quel giorno o a quell'ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre. (Mc. 13:32, RSV).
Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per render noto ai suoi servi le cose che devono presto accadere, e che egli manifestò inviando il suo angelo al suo servo Giovanni. (Ap. 1:1, RSV).
L’argomento del
sacrificio di Isacco è esaminato in dettaglio con tutte le sue implicazioni per
il Giudaismo, per l’Islam ed il Corano,
nei saggi L’Angelo e il sacrificio di
Abramo [071], Genesi 22, Giudaismo, Islam e il sacrificio di Isacco [244].
3.3 L’Angelo e la
moglie di Isacco
Più tardi, quando Abramo inviò il suo servo a prendere una moglie per Isacco, egli promise che l’Angelo di YHVH sarebbe stato con il servo per benedire il suo viaggio. Dalle sue parole, Abramo comprese la distinzione tra YHVH il Dio del cielo, e l’Angelo o Mal’ak che era il messaggero di YHVH e attraverso il quale aveva trattato con lui. Il servo riconobbe la guida dell’Angelo come equivalente a quella di YHVH. Quindi, l’Angelo rappresentò veramente Dio: