Chiese Cristiane di Dio
[159]
Il Tempo della Crocifissione e della Resurrezione [159]
(Edizione 2.0
19960413-19990608)
La tradizione
cristiana insegna che la crocifissione di Gesù di Nazareth è avvenuta di
Venerdì e la sua resurrezione di Domenica.
Documenti storici provano che questa dottrina non fu insegnata dagli
apostoli o dalla primitiva Chiesa del Nuovo Testamento. Questo saggio esamina le Scritture, la
storia, le date del calendario lunare e le prove di recenti ricerche, traendo
da esse la verità sulla datazione. Ci
sono delle prove evidenti che il ministero di Cristo durò due anni e mezzo e
non tre anni e mezzo come è stato a volte dedotto da alcune traduzioni di
Daniele 9. Si fornisce inoltre una
dettagliata analisi degli eventi avvenuti durante i sei giorni prima della
Pasqua ebraica. Questo saggio comprende
nuovi studi che dimostrano che la crocifissione avvenne nel 30 d.C. invece che
nel 31 d.C., come molti hanno creduto.
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(Diritti d’Autore 1996, 1999 Wade Cox)
(Tr. 2004)
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infrangere i diritti d’autore.
La crocifissione
e la resurrezione di Cristo costituiscono forse l’evento più importante e il
meno compreso della storia dell’umanità.
La tradizione
associata alla crocifissione afferma che Cristo fu crocifisso su una
croce. Questa è tradotta dalla parola latina
crux.
L’origine e il significato della croce sono spiegati nel saggio La Croce: Le sue origini ed il suo
significato [039]. La Companion
Bible nell’Appendice 162 parla delle due parole tradotte come croce dal Nuovo
Testamento greco. Le parole sono stauros e xulon. La Companion Bible
dice che la parola greca stauros
indica un palo diritto al quale erano inchiodati i criminali nelle
esecuzioni. La parola xulon indica un
pezzo di legno o tronco morto, o legname da ardere o per qualsiasi altro scopo. Non è come dendron che è usata per un albero vivente o verde (come in Mt.
21:8; Ap. 7:1,3; 8:7; 9:4 ecc.).
L’Appendice afferma che:
Poiché la parola xulon ha sostituito la precedente stauros, è dimostrato che il significato
delle due parole è esattamente lo stesso.
La parola “croce” è la traduzione del latino crux; ma la parola greca stauros
non significa croce più di quanto “bastone” non significhi “cruccia”. Omero usa la parola stauros per indicare un normale palo o piolo, o un singolo pezzo di
legno. Questo è il suo significato e uso
in tutta la Grecia classica. Non indica
mai due pezzi di legno uniti l’uno all’altro in alcuna posizione, ma indica
sempre un singolo pezzo di legno. Da qui
l’uso della parola xulon, in
relazione alla morte di nostro Signore, e tradotta croce in Atti degli Apostoli
5:30; 10:39; 13:29; Gal. 3:13; 1Pt. 2:24.
Questo significato è mantenuto anche nell’inglese antico rood o rod.
Vedere
l’Enciclopedia Britannica, undicesima edizione, vol. 7, p. 505d.
Non c’è nulla nel greco
del Nuovo Testamento che possa implicare due pezzi di legno.
La lettera chi, X, l’iniziale della parola Cristo [Christos] era in origine usata per il
Suo nome; o Xp.
Questa fu sostituita
dai simboli e anche il primo di questi aveva quattro braccia uguali. Queste croci erano usate come
simboli del dio sole
babilonese e sono state viste per la prima volta in una moneta di Giulio
Cesare, 100-44 a.C., e poi in una moneta coniata dall’erede di Cesare
(Augusto), 20 a.C….(vedere Appendice 162, p. 186).
La prima
confusione nella questione della crocifissione risulta forse più chiara. Cristo fu crocifisso su uno stauros o palo, non su una croce. Fu crocifisso un 14 Nisan durante il regno di
Tiberio Cesare. L’individuazione del
giorno della settimana dipenderà dall’anno in cui egli fu ucciso e dalla
sequenza degli avvenimenti della settimana qui riportati. La determinazione della Pasqua ebraica
dipende dal Novilunio e non dal giorno della settimana. Vi sono alcune Scritture che determinano la
data esatta e vi sono alcune profezie che devono essere adempiute per far si
che Gesù, o più correttamente Jehoshua, diventi il Messia.
La determinazione
dell’anno della crocifissione deve cominciare dalle date conosciute nelle
Scritture. L’unica data certa che si ha
viene dal ministero di Giovanni Battista.
Luca 3:1-6 Nell'anno decimoquinto dell'impero
di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode
tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturèa e della
Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e
Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Ed
egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di
conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli
del profeta Isaia: Voce di uno che grida
nel deserto:
Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sia
riempito,
ogni monte e ogni colle sia abbassato;
i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati. Ogni uomo vedrà la
salvezza di Dio! (KJV)
Il preambolo in Luca 3:1 ci dà la data esatta dell’inizio del ministero di Giovanni Battista. Stabilendo il suo ministero dunque, le Scritture ci danno istruzioni che consentono di determinare con assoluta certezza l’inizio e la durata del ministero di Gesù Cristo.
Tiberio Claudio Cesare Augusto, il successore dell’Imperatore romano Augusto, nacque nel 42 a.C. da nobili genitori divorziati così che Livia, sua madre, potè sposare Ottaviano (Augusto). Augusto lo obbligò a divorziare da sua moglie, così da poter sposare la figlia dell’Imperatore, Giulia, per poter avere un erede al trono. Giulia fu bandita il 2 a.C. per il suo comportamente scandoloso, e, a causa della morte dei suoi due figli avuti in un precedente matrimonio, Tiberio fu adottato da Augusto come suo erede nel 4 d.C.. Il Senato gli dette il potere tribunizio e l’autorità proconsolare. Quando Augusto morì, il Senato nominò Tiberio Imperatore il 17 Settembre del 14 d.C. (Interpreters Dict. of the Bible, Abingdom, 1962, Vol. 3, p. 640).
Augusto regnò fino al 19 Agosto del 14 d.C.. Questo è affermato da Schurer (The History of the Jewish People in the Age of Jesus Christ, T&T Clark, 1987, Vol. 1, p. 203). Schurer fa partire il regno di Tiberio da questa data. Ci sono dunque due date: una data effettiva e una proclamata.
L’anno santo di Israele iniziava in Nisan, ma l’anno civile in oriente iniziava approssimativamente in Ottobre, il mese dell’Inizio o Tishri. I Noviluni del 14 d.C. iniziarono a Gerusalemme Martedì 13 Settembre del 14 d.C. alle 04:31 e Venerdì 12 Ottobre del 14 d.C. alle 19:47 (determinato da H.H. Goldstine New and Full Moons 1001 a.C al 1651 d.C., American Philosophical Society, 1973). Tishri dovrebbe dunque iniziare il 13 Ottobre o il quindicesimo anno di Tiberio era nel 28 d.C.. A seconda del metodo di calcolo, è impossibile che il 1 Tishri sia più di 177 giorni dopo il 1 Nisan secondo il sistema dei rinvii, o forse meno (173), in base ai mesi osservati. A partire dal 13 Ottobre, il 1 Nisan dovrebbe cadere approsssimativamente il 26 Aprile. Sono più di 30 giorni dall’equinozio, che cade in queste date Giuliane il 20-21 Marzo. Questa data è dunque impossibile. Si può dedurre che il 1 Tishri cade il 13 Settembre del 14 d.C. Il secondo anno di Tiberio doveva cominciare nell’Ottobre del 14 d.C. poiché si faceva iniziare il quindicesimo anno del regno di Tiberio in Tishri del 27 d.C., se si reputa valida la data proclamata.
Ponzio Pilato mantenne la carica per 10 anni (Antichità Giudaiche xviii, 4, 2) dal 26 d.C. al 36 d.C., quando fu deposto poco prima della visita di Vitellio a Gerusalemme, poco prima della Pasqua ebraica del 36 d.C.. Flavio Giuseppe colloca la presa di potere di Pilato nel dodicesimo anno di Tiberio, che corrisponde al 25-26 d.C. (Schurer, p. 382, fn. 130). Questo si basa solo sull’affermazione di Flavio Giuseppe. Il 27-28 d..C. è dunque, secondo Flavio Giuseppe, il quattordicesimo anno. Questo fatto introduce un’apparente contraddizione al testo biblico, la quale può essere risolta se si considera che Flavio Giuseppe utilizza la data della nomina da parte del Senato, e Luca quella della morte di Augusto.
Anche un altro aspetto deve essere considerato. I nomi macedoni dei mesi furono adottati in Siria a partire dalla dominazione dei Seleucidi, e la confusione con il calendario Giuliano fece si che l’anno iniziasse in giorni diversi in alcune grandi città. A Tiro l’anno iniziava il 18 Novembre, a Gaza e Ascalona il 29 Agosto (Bickerman Chronology) e i mesi giuliani furono chiamati più tardi semplicemente con i nomi macedoni (Ideler I, pp. 429 e seguenti). Vi è dunque una controversia sul fatto che Flavio Giuseppe si riferisse al mese giudaico con il nome macedone o, in realtà, al giuliano macedone. Questo argomento e il calendario Giudaico usato, sono esaminati da Schurer (ibid., Vol. I, pp. 595-599). Schurer dà per scontato l’assunto che il calendario di Tiro era usato dai giudei (ibid., p. 599).
Il ministero di Giovanni Battista sarebbe anche coinciso con il mese del Giubileo, poiché il 27 d.C. era l’anno del Giubileo e l’Espiazione, il 10 Tishri, fu la data in cui iniziò. Giovanni non avrebbe potuto iniziare il suo ministero prima di Tishri del 27 d.C. poiché il quindicesimo anno di Tiberio, contando dalla morte di Augusto, iniziò, al più tardi, in questo mese.
Un’osservazione degna di nota che deriva dall’interpretazione del calendario nel Libro dei Giubilei, basato su di un anno di 364 giorni di 52 settimane esatte, poneva la Pasqua ebraica di Mercoledì tutti gli anni, con l’Espiazione il Venerdì e l’inizio dei Tabernacoli il Mercoledì. C’è un generale accordo tra le autorità sul fatto che la comunità Qumran deprecasse l’uso del calendario luni-solare e adottasse il calendario simile o identico a quello usato nel Libro dei Giubilei (Schurer, ibid., pp. 600-601). Si può dunque affermare che Qumran celebrasse la Pasqua ebraica il Mercoledì, cosa che coincideva con la comunità generale solo in pochi anni durante quel periodo.
Durante il ventesimo secolo le Chiese di Dio hanno generalmente accettato il fatto che la Pasqua ebraica del 31 d.C. fosse stata collocata di Mercoledì. Fred Coulter in Harmony of the Gospels, la pone di Mercoledì, sia il 30 d.C. che il 31 d.C.. Comunque, Daniel-Rops in Jesus and His Times, tr. Ruby Millar, Dutton & Co, New York, 1954, pone la crocifissione il 7 Aprile del 30 d.C. che si afferma essere un Venerdì (p. 432).
Fred Coulter è in grave errore, e forse persino artificioso nella sua comprensione e nalla sua argomentazione circa la Pasqua ebraica, nella sua opera The Christian Passover, York Publishing Co, CA, 1993. Comunque, sembra che Daniel-Rops abbia costruito questa argomentazione del Venerdì per il desiderio di porre la crocifissione di Venerdì e la sequenza di avvenimenti è ricostruita a questo fine. La Domenica delle Palme è inesplicabilmente distanziata e i commenti storici e il paragone tra il percorso di Cristo e la moderna città sono fantasiosi. L’intera argomentazione è costruita più sulla premessa che Venerdì fu il giorno della crocifissione che sulla costruzione di una tabella di eventi che mostri la sequenza di attività dall’ingresso a Betania, il Sabbath precedente. Non viene data alcuna spiegazione per la Festività. In più, la Pasqua ebraica è determinata dal Novilunio che, come vedremo più avanti, esclude in modo assoluto, nel 30 d.C., una crocifissione di Venerdì.
È importante per la Chiesa Ortodossa stabilire nel 30 d.C. una Pasqua ebraica di Venerdì, poiché, come vedremo, la sequenza delle Pasque ebraiche in Giovanni, a partire dal quindicesimo anno di Tiberio, pone, considerando il racconto sulla Pasqua ebraica in Giovanni 11:55 e Giovanni 12:1, la crocifissione il 30 d.C. La datazione della Pasqua ebraica nel 30 d.C. o nel 31 d.C. ha una grande importanza per il Segno di Giona. Daniel-Rops comprende ciò in maniera intuitiva quando osserva che:
Quaranta anni dopo, all’inizio del mese di Nisan, nell’anno 70, un esercito Romano occupò la Città Santa. Quattro legioni di ausiliari della Siria e della Numibia, seimila uomini con l’equipaggiamento migliore furono condotti dall’Imperatore Tito, figlio di Vespasiano, che fu nominato solo sei mesi prima da un colpo di Stato delle legioni in Egitto (ibid., p. 452).
Dunque se il Vangelo di Giovanni si riferisce ad una sola Pasqua ebraica nei capitoli 11 e 12, ciò che è quasi certo, e l’inizio del racconto è dalla Pasqua ebraica del 28 d.C., si ha una Pasqua ebraica nel 30 d.C.. Dunque gli Ortodossi devono costruire la crocifissione di Venerdì, e il Segno di Giona inizia il 30 d.C. e finisce il 1 Nisan del 70 d.C.. La successiva distruzione del Tempio e la chiusura del Tempio a Leontopoli in Egitto, sono solo la narrazione dall’inizio del termine. Se ciò è nel 31 d.C., il termine del Segno avviene con la cessazione del sacrificio. Esaminiamo le opzioni.
Un passo fondamentale è quello di stabilire le date dei Noviluni a Gerusalemme nel periodo 28-33 d.C. in modo tale da esaminare quando le date del 1 Nisan, e quindi la Pasqua, cadano in quegli anni. È dunque possibile accertarsi abbastanza accuratamente se sia possibile una crocifissione di Mercoledì o di Venerdì, e se questa interpretazione coincida con i testi biblici.
L’Almanacco dell’Ufficio Nautico di sua Maestà ha fornito le date nelle quali caddero i Noviluni negli anni 28-33 d.C., basandosi sullo studio di H.H. Goldstine (ibid.). Le date derivano dall’osservazione a Babilonia (Baghdad) e dunque devono essere tolti 37 minuti per avere l’orario di Gerusalemme. Le irregolarità nella rotazione della terra danno origine a piccole irregolarità negli orari. Anche l’equinozio è in anticipo nelle date Giuliane, cioè il 20-21 Marzo. Anche nel sistema Gregoriano l’equinozio non può essere prima del 20 Marzo.
Dunque le date dei Noviluni sono:
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Lunedì Martedì |
13 Aprile 28 d.C. |
alle 03:38 alle 17:21 |
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Venerdì |
4 Marzo 29 d.C. |
alle 04:13 |
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Sabato |
2 Aprile 29 d.C. |
alle 20:43 |
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Mercoledì |
22 Marzo 30 d.C. |
alle 20:59 |
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Venerdì |
21 Aprile 30 d.C. |
alle 12:48 |
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Lunedì |
12 Marzo 31 d.C. |
alle 01:29 |
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Martedì |
10 Aprile 31 d.C. |
alle 14:45 |
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Sabato |
29 Marzo 32 d.C. |
alle 23:08 |
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Lunedì |
28 Aprile 32 d.C. |
alle 10:09 |
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Giovedì |
19 Marzo 33 d.C. |
alle 13:41 |
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Venerdì |
17 Aprile 33 d.C. |
alle 22:12 |
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Dalle datazioni dei Noviluni, l’inizio dell’anno santo, o 1 Nisan, cadeva, come segue, usando le regole standard dei Noviluni più vicini all’equinozio e alla Pasqua ebraica che seguiva l’equinozio, e usando il giorno standard Giudaico dall’oscurità di un giorno fino alla fine del crepuscolo serale nautico del giorno dopo:
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Lunedì |
15 Marzo 28 d.C. |
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Domenica |
3 Aprile 29 d.C. |
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Giovedì |
23 Marzo 30 d.C. |
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Lunedì |
12 Marzo 31 d.C. |
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Lunedì |
31 Marzo 32 d.C. (rinviato da Domenica 30 Marzo) |
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Giovedì |
19 Marzo 33 d.C. |
Questi rinvii non tenevano conto del sistema di Hillel o di quelli successivi, ma erano delle decisioni prese ad hoc (vedere il saggio Il Calendario di Dio [156]).
Di queste date, è noto che la data del Novilunio del Giovedì 19 Marzo del 33 d.C., sarebbe stata osservata a partire dal giorno dopo [a causa dell’antica tradizione Giudaica, secondo la quale se un Novilunio non può essere celebrato nel giorno in cui cade, cioè quando cade nelle ore diurne, è osservato il giorno dopo]. Dunque, 1 Nisan del 33 d.C. sarebbe Venerdì 20 Marzo del 33 d.C.. Secondo queste date il giorno della preparazione alla Pasqua ebraica del 14 Nisan sarebbe caduto il Giovedì di due settimane dopo. La Pasqua ebraica sarebbe stata di Venerdì, a partire dalla sera prima – ma Cristo fu crocifisso nelle ore diurne del giorno prima, che era un Giovedì. Comunque, data la tendenza Giudaica ad evitare di porre in sequenza i Sabbath e le Festività Religiose (tranne poche eccezioni), era possibile in questo anno una crocifissione di Venerdì. Dunque secondo le tavole precedenti la crocifissione potrebbe essere stata in questi giorni:
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Domenica |
28 Marzo 28 d.C. |
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Domenica |
17 Aprile 29
d.C. (rinviata dal Sabato) |
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Mercoledì |
5 Aprile 30 d.C. |
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Domenica |
25 Marzo 31 d.C. |
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Domenica |
13 Aprile 32
d.C. (rinviata dal Sabato) |
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Venerdì |
3 Aprile 33 d.C.
(rinviata come descritto nel paragrafo precedente) |
Eccetto il 33 d.C., è impossile che la crocifissione sia avvenuta di Venerdì. La data nel 30 d.C. è chiaramente un Mercoledì. La data nel 31 d.C. è una Domenica. Dunque, il 31 d.C. sembra essere escluso dai sostenitori di una crocifissione di Mercoledì. Come è possibile sostenere il 31 d.C.? La discussione si basa sul fatto che l’anno santo del 31 d.C. non iniziò prima di Mercoledì 11 Aprile, secondo le regole dei rinvii ancora esistenti. Comunque, ciò pone ancora la crocifissione di Martedì, cioè il 24 Aprile. Oltre a questo fatto vi è una serie di altri problemi con questa data. Secondo l’antico sistema di osservazione, che era rispettato sia dai Cristiani Ortodossi che dai Giudei prima dell’introduzione del calendario di Hillel nel 344-358 d.C., la data più tarda possibile per il 1 Nisan è il 7 Aprile Gregoriano (o prima con la data Giuliana).
Il Novilunio più vicino all’equinozio e la Pasqua ebraica dopo l’equinozio rendono possibile una data più tarda del 7 Aprile (Gregoriano). I rinvii hanno visto date fino all’8 Aprile per il 1 Nisan (p.es. il Calendario Giudaico del 1997), ma questo non si basa sull’autorità biblica e su nessuna prova prima del 344 d.C.. La Pasqua ebraica non può cadere più tardi del 22-23 Aprile di nessun anno. Secondo il sistema Giuliano le date sono precedenti. Dunque il 25 Aprile del 31 d.C. sembra essere una totale invenzione.
Perché fu introdotta questa invenzione? La risposta sembra trovarsi nel falso presupposto che si trova dietro alle speculazioni teologiche circa le settanta settimane degli anni che terminano con il Messia. Questo si basa sulla errata interpretazione di Daniele 9:25 nella KJV. La data d’inizio della profezia è presa dal regno di Artaserse I, le sessantanove settimane terminano quindi il 27 d.C., che è dunque considerato l’inizio del ministero di Cristo. Si afferma che egli predicò per tre anni e mezzo. La settimana è quindi divisa e un altro periodo è considerato per la fine, normalmente attribuito a testimonianze o simili. La discussione è completamente inventata e non si basa su alcuna prova biblica. H.Hoeh usa questa teologia viziata come base per la sua opera The Crucefixion Was Not on Friday (Ambassador College Press, 1959, 1961, 1968). Mentre il titolo è un’affermazione vera, gli argomenti forniti da Hoeh e da quelli come Coulter per sostenere questa posizione non sono veri. Il Segno di Giona è una questione complessa ed è spiegata nel saggio Il Miracolo di Giona e la Storia della Ricostruzione del Tempio [013].
Le alternative sono dunque Mercoledì 5 Aprile del 30 d.C., Domenica 25 Marzo del 31 d.C., Domenica 13 Aprile del 32 d.C., e Venerdì 3 Aprile del 33 d.C.. Si può ora esaminare quello che appare essere l’anno della Pasqua ebraica della crocifissione, basato sulle testimonianze bibliche e storiche. Sappiamo che Cristo non iniziò il suo ministero fino a quando Giovanni non fu messo in prigione (Mt. 4:12-17; Mc. 1:14).
Matteo 4:12-17 Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata. Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino". (KJV)
Sappiamo dal vangelo di Giovanni che Giovanni fu imprigionato solo dopo la Pasqua ebraica che sembra essere quella del 28 d.C., essendo la prima ad essere citata e la prima dopo l’inizio del suo ministero. La Pasqua ebraica è citata in Giovanni 2:13,23.
Giovanni Battista battezzava ad Ennon vicino a Salim. Gesù era venuto in Galilea con i suoi discepoli che battezzavano, anche se egli non battezzava (Giovanni 4:2). Giovanni non era ancora stato imprigionato.
Giovanni 3:22-24 Dopo queste cose, Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea; e là si trattenne con loro, e battezzava. Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché c'era là molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era stato ancora imprigionato. (KJV)
Sappiamo che Gesù era
cosciente che il suo ministero non era ancora venuto poiché disse ciò alla
donna durante le nozze di Cana (Gv. 2:4).
Dalla ricostruzione delle
date degli eventi, si può dedurre con relativa certezza che Cristo fu
battezzato verso Febbraio, circa 50 giorni prima della Pasqua ebraica. I
Vangeli Sinottici non forniscono una testimonianza di tutte le Pasque ebraiche
interessate. Giovanni, comunque, ne
elenca il più grande numero. La prima
Pasqua ebraica, che sembra essere quella del 28 d.C., è citata in Giovanni
2:13,23.
La festa successiva citata è
in Giovanni 5:1. La festa non è certa,
ma è reputata da qualcuno Purim (vedere la Companion Bible, fn. To v.1). Giovanni, comunque, testimonia che Cristo era
in Samaria al tempo della mietitura (e forse a quattro mesi dal raccolto) che
avviene all’incirca alla Pentecoste del 28 d.C (Gv. 4:35).
La successiva festa della
Pasqua ebraica, che potrebbe essere il 29 d.C., è citata in Giovanni 6:4.
Giovanni 6:1-4 Dopo questi fatti, Gesù andò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi. Gesù salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. (KJV)
Egli, dopo questo periodo, insegnò a Cafarnao (Gv. 6:59).
Questa è una festa citata in Luca 6:1 dove il termine il secondo Sabbath dopo il primo è usato per tradurre deuteroprotos o secondo primo Sabbath. Questo si riferisce al secodo Sabbath della festa, a partire dallo Yom Tov o la Prima Festività. Dunque è o il Sabbath settimanale (vedere fn. To Companion Bible) o la Seconda Festività (Friedrich Westburg Die Biblische Chronologie, p. 122 – vedere H.Hoe The Crucifixion Was Not on Friday, 1968 ristampa, p. 32). La Companion Bible collega questo testo a Matteo 12:1 come Sabbath settimanale. Coloro che vogliono affermare una quarta Pasqua ebraica si riferiscono a questa festa come ad una Pasqua ebraica, distinta da quelle citate da Giovanni, per stabilire il 31 d.C. come l’anno della morte di Cristo.
La festa in Luca 6:1, a prima vista, sembra essere quella dei Tabernacolo piuttosto che una Pasqua ebraica, poiché le spighe sono mature. Comunque, il termine spighe può riferirsi sia a orzo che a grano e, dunque, riferirsi al periodo tra Marzo e Giugno, quindi sia alla Pasqua ebraica che alla Pentecoste. La nuova RSV traduce Luca 6:1 con campi di grano. Se era la Pasqua ebraica ed era il Sabbath settimanale, allora l’Agitazione del Covone non era stata presentata, essendo presentata il mattino dopo il Sabbath (non lo Shabbatown o Festività). Si ricordi che 6 Sivan era una parte dei rinvii stabiliti dal sistema di Hillel. Cristo non avrebbe rotto il suo obbligo mangiando il grano prima che l’Agitazione del Covone fosse presentata (Lv. 23:14).
L’orzo (e il grano) deve essere trebbiato. Il riferimento in Luca 6:1 indica che le spighe furono sfregate con le mani prima di essere mangiate. Il granturco non ha bisogno di questa azione, ma piuttosto deve essere staccato. Dunque, il giorno sembra essere la seconda Festività della Pasqua. L’altra possibilità è che si tratti della Domenica della Pentecoste, durante la mietitura. Cristo ebbe l’autorità di raccogliere le spighe. Questa attività precedette la nomina dei dodici apostoli (Lc. 6:13) e dunque avvenne molto presto. In questo caso sembrerebbe essere la Pasqua ebraica del 28 d.C. (o del 29 d.C. al massimo). Le attività ebbero luogo nella pianura (litoranea), prima dell’ingresso di Cristo a Cafarnao.
La Festa dei Tabernacoli è citata in Giovanni 7:2, Gesù vi andò di nascosto, ma dopo insegnò nel Tempio (Gv. 7:10,14,37; 8:1-2,20). La Festa della Dedicazione o Hanukkah è citata in Giovanni 10:22. La Festa è di otto giorni, a partire dal venticinque del mese di Chislev. È chiamata anche, da Giuda, Festa delle Luci. Era inverno, due mesi dopo la Festa dei Tabernacoli. Le autorità giudaiche cercarono di ucciderlo, ma Cristo fuggì e andò al di là del Giordano, dove Giovanni aveva battezzato per la prima volta (Gv. 10:39-42). Non si fa menzione della durata di questo periodo oltre il Giordano.
Egli tornò per resuscitare Lazzaro e andò via di nuovo verso la città di Efraim, dove rimase per qualche tempo.
La successiva Pasqua ebraica è citata in Giovanni 11:55.
Giovanni 11:55-57 Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: "Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?". Intanto i sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunziasse, perché essi potessero prenderlo. (KJV)
A questo testo segue Giovanni 12:1 che parla dell’ingresso in Betania. Lazzaro era stato resuscitato ed era a tavola con loro. Gesù aveva lasciato i Giudei ed era andato in un’altra regione, nella città di Efraim, dopo la resurrezione di Lazzaro e si trattenne lì con i suoi discepoli (Gv. 11:54).
È appurato che la Pasqua ebraica in Giovanni 11:55 è la stessa di Giovanni 12:1 e seguenti, e ciò emerge dal testo. Vi sono dunque due Pasque ebraiche citate in Luca e tre in Giovanni. Sembra non vi sia alcun fondamento per una quarta Pasqua ebraica, a meno che non si stabilisca che la festa in Luca 6:1 sia una Pasqua ebraica diversa da quella riportata da Giovanni.
Il vero problema è che per i quaranta giorni di Giona furono dati quaranta anni a Giuda, a partire dal ministero del Messia. Il ministero del Messia, secondo un’interpretazione letterale di Giovanni, coincide per due anni con quello di Giovanni Battista, precedendolo di sei mesi, che è la loro differenza di età (vedere Luca 1). Dunque il ministero combinato durò meno di tre anni, poiché il ministero di Giona durò meno di tre giorni. Dunque Giona iniziò un viaggio di giorni (che corrisponde al ministero di Giovanni) e profetizzò per due giorni (che corrisponde al ministero di Cristo per due anni). Il parallelo anno-giorno è ancora mantenuto. Da questa ricostruzione sembra dunque che abbiamo a che fare con una crocifissione avvenuta nella Pasqua ebraica del 30 d.C..
Anche se è difficile trattare tutte le attività che sono successe in quel periodo in un solo saggio, è senza dubbio utile costruire una tabella degli eventi. Questo deve essere fatto con lo scopo di verificare la cronologia biblica rispetto alle date.
Il compito successivo è quello di cercare la conformità degli ultimi giorni del periodo della Pasqua ebraica, a partire dall’ingresso a Betania.
La Legge richiede che sia rispettata una serie di azioni per osservare la Pasqua ebraica. Le azioni compiute da Cristo prima della Pasqua ebraica simboleggiano il rispetto delle ordinanze che riguardano le Feste della Pasqua e del Pane Azzimo.
Le regole principali sono:
1. il Tempio è purificato a partire dal primo Nisan;
2. i semplici fanno penitenza a partire dal settimo giorno di Nisan;
3. i sacerdoti sono santificati sotto la propria responsabilità;
4. l’agnello è messo in serbo il dieci Nisan;
5. la sistemazione provvisoria è preparata il tredici Nisan ed occupata la sera dell’inizio del quattordici Nisan. Il pasto chegigoh, o pasto della preparazione, è consumato il quattordici Nisan. Questa fu l’Ultima Cena. Questo è un pasto della Pasqua ebraica, ma non è il pasto della Pasqua ebraica (vedere il saggio La Pasqua ebraica [098]).
6. l’agnello pasquale è ucciso il pomeriggio del quattordici. La Pasqua ebraica è consumata in piedi la sera che inizia il quindici Nisan.
7. la mattina del quindici la gente può tornare a casa (Dt. 16:6). La Festa poi continua per sette giorni, l’ultimo dei quali è una Festività.
Questa sequenza ci aiuta a capire cosa stia accadendo durante la Pasqua ebraica della crocifissione.
Il periodo della Festa del Pane Azzimo è un periodo esteso, che copre i giorni della preparazione, la Pasqua ebraica vera e propria e la Festa del Pane Azzimo. Il primo giorno del Pane Azzimo è in realtà il giorno di preparazione che inizia il quattordici Nisan. Il periodo in questione, in Matteo 26:17, faceva parte del periodo di preparazione al tredici Nisan, prima di prendere possesso della sistemazione temporanea per il periodo delle trentasei ore che vanno dalla sera del quattordici Nisan al mattino della prima Festività (Dt. 16:6).
La prima attività intrapresa da Cristo in questa ultima Pasqua ebraica fu la purificazione del Tempio. Questo avvenne a partire dal primo Nisan. Egli aveva purificato il Tempio in precedenza, all’inizio del suo ministero, come si vede in Giovanni 2:13-21.
Vi furono in effetti, in questa fase finale, due ingressi del Messia a Gerusalemme e non uno. Il primo ingresso, menzionato in Matteo 21:1-7, fu inaspettato e preliminare al secondo che era invece atteso.
Le sequenza è esposta per spiegare la concordanza degli eventi intrapresi da Cristo per obbedire alle regole che egli aveva fornito a Mosè sul Sinai, in quanto Angelo della Presenza ed elohim di Israele, essendo consacrato a questa posizione da Dio l’Altissimo che era Yahovah delle Schiere, Eloah (Dt. 32:8 (LXX; RSV); Sal. 45:6-7; Eb. 1:8-9).
I quattordici giorni prima della Pasqua ebraica
I sacerdoti si preparano in conformità alla
Legge. Ezechiele 45:18-20 descrive il
processo di purificazione. Il
Tabernacolo è purificato il primo Nisan.
I semplici e i peccatori sono purificati il settimo giorno (Ez.
45:18-20). I sacerdoti si purificano per
la Pasqua ebraica. Essa fu sospesa da
Ezechia a causa del fallimento dei sacerdoti nel purificarsi (2Cr. 30:3).
Ora si possono affrontare gli eventi dei sei giorni
precedenti la Pasqua ebraica, a partire dal 9 Nisan.
Il Sesto Giorno Prima della Pasqua ebraica 9 Nisan
(dal tramonto del Giovedì a quello del Venerdì)
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Evento |
Matteo |
Marco |
Luca |
Giovanni |
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Cristo raggiunge
Gerusalemme da Gerico. |
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19:1-10 |
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Cristo trascorre
la notte del Giovedì a |
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19:6 |
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casa di Zaccheo
e insegna la parabola delle mine. |
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19:11-27 |
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Egli procede
verso Gerusalemme. |
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19:28 |
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Egli manda due
discepoli a prendere un’ “asina” e un “puledro”. Da notare che ci sono due animali. |
21:1-7 |
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Egli fa il suo
primo ingresso da Betfage (non Betania). |
21: 8-9 |
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Egli non è
atteso e chiedono “Chi è costui?” |
21:10-11 |
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Egli purifica il
Tempio in accordo alla Legge. |
21:12-16 |
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Egli parte per
Betania. |
21:17 |
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Si vede che lo scopo del primo viaggio a Gerusalemme
era la purificazione del Tempio, che doveva essere fatta per la cerimonia della
Pasqua ebraica nella quale Cristo doveva essere l’Agnello Pasquale. Le attività successive riguardano il dieci
Nisan che è il giorno in cui si mette in serbo l’agnello per il sacrificio
della Pasqua ebraica, in conformità a Esodo 12:3. Questo accade dal tramonto del Venerdì a
quello del Sabato. Cristo dedicò se
stesso e fu consacrato in questo Sabbath.
Il Quinto Giorno Prima della Pasqua ebraica 10 Nisan
(dal tramonto del Venerdì a quello del Sabato)
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Evento |
Matteo |
Marco |
Luca |
Giovanni |
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Il Signore
trascorre il Sabbath a Betania. |
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A partire dal
tramonto del Sabbath (Sabato) è consumata la prima delle tre cene,
(probabilmente a casa di Lazzaro). |
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12:2 |
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Durante questa cena
ebbe luogo una delle due consacrazioni. |
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12:3-11 |
Il Quarto Giorno Prima della Pasqua ebraica 11 Nisan
(dal tramonto del Sabato a quello della Domenica)
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Evento |
Matteo |
Marco |
Luca |
Giovanni |
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Il secondo, o
trionfale, ingresso a Gerusalemme ha luogo. |
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Cristo invia due
discepoli a prendere un animale, un puledro non domato. |
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11:1-7 |
19:29-35 |
12:12 |
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Il Signore parte
da Betania (non Betfage) e incontra una folla proveniente da Gerusalemme. |
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11:8-10 |
19:36-40 |
12:12-19 |
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Egli piange
sulla città. |
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19:41-44 |
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Egli entra nel
Tempio e si guarda intorno. |
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11:11 |
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Egli poi torna a
Betania. |
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11:11 |
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Il Terzo Giorno Prima della Pasqua ebraica 12 Nisan (dal tramonto della Domenica a quello del Lunedì)
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Evento |
Matteo |
Marco |
Luca |
Giovanni |
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Cristo ritorna a
Gerusalemme al mattino. |
21:18 |
11:12 |
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Il fico è
maledetto. |
21:19-22 |
11:13-14 |
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Egli riappare al
Tempio e lo purifica di nuovo. |
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11:15-17 |
19:45-46 |
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