Chiese Cristiane di Dio
[173]
Il Conteggio dell’Omer per la Pentecoste [173]
(Edizione
2.0 19960803-20031006)
Nel ventesimo secolo le Chiese di Dio caddero in errore nella
determinazione della Pentecoste a causa dell’applicazione erronea del
Calendario di Hillel e tramite i giudaisti nelle Chiese di Dio. Questo testo spiega gli errori ed il
procedimento che fu seguito all’inizio.
Sostituisce il saggio La
Pentecoste: confrontando Levitico 23:11-12 nella Septuaginta [173].
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Il Conteggio dell’Omer per la Pentecoste [173]
Vi è stata
confusione nelle Chiese di Dio, nel ventesimo secolo sulla determinazione della
Pentecoste. Il problema è dovuto agli
errori del Calendario di Hillel. Il
Calendario, introdotto nel 358 d.C., determina le lune nuove secondo una
presunta osservazione delle lune crescenti, che furono ridotte a specifici
rinvii delle Lune Nuove, secondo un sistema di regole determinato dalle
tradizioni rabbiniche e da una data fissata per l’Agitazione del Covone.
L’ evidente
errore del sistema della data fissa, che ha come risultato la Pentecoste del 6
Sivan, la concezione storica della
Chiesa di avere la Pentecoste sempre di domenica anche nel Cattolicesimo, e la
chiara enunciazione dei testi, rendono impossibile seguire il sistema di Hillel
sotto questo aspetto.
Le Chiese di Dio
erroneamente iniziarono ad adottare il sistema di Hillel alla metà del
ventesimo secolo. Questo errore si
diffuse attraverso “The Radio Church of God” e più tardi con la Chiesa Universale
di Dio. I loro cambiamenti nel 1974 ebbero come risultato una serie di errori
essendosi propagati nella loro progenie.
Ci sono due
errori certi seguiti dalle Chiese di Dio, tre se si accetta che il sistema
Samaritano è seguito da qualche individuo isolato, piuttosto che da un
importante sistema di cattolico.
I tre sistemi
erronei usati per determinare la Pentecoste sono:
(1) 16 Nisan, come data fissa, che è sostenuta dalla maggior parte dei
Giudei moderni ( i successori rabbinici dei Farisei), e da qualche giudaista
proveniente dalle Chiese di Dio.
(2) La domenica dopo il Sabbath che cade durante la Festa
del Pane Azzimo. Questo è l’insegnamento
della Chiesa di Dio Universale prima del 1974.
Questo oggi viene sostenuto da alcuni gruppi Messianici che conservano
la Pentecoste di domenica o di lunedì.
(3) Il calcolo Samaritano della Luna Nuova che segue
l’Equinozio e che comincia con la domenica compresa nella Festa del Pane
Azzimo, anche se è mantenuta in quello che è correttamente il Secondo Mese.
La Domenica
durante la Festa del Pane Azzimo è ora considerata come la corretta e storica
Agitazione del Covone dalla Chiesa di Dio Universale sin dal 1974, e da molti
dei principali gruppi che si sono separati, anche se questi non osservano l’Agitazione
del Covone come richiesto da Levitico 23.
Essi sono tuttavia in errore, spesso a causa delle posticipazioni, come
lo sono tutte le alternative sopra menzionate, comprese quelle dei Samaritani
che hanno attuato il rinvio dell’intero mese in circa il cinquanta per cento
dei casi. Tutti gli errori sono
imperniati sul sistema di Hillel introdotto nel 358 d.C. o sull’errore
Samaritano che riguarda il Nuovo Anno del post equinozio.
Le Chiese di Dio,
storicamente, almeno fino agli errori della Chiesa Universale di Dio, hanno
sempre mantenuto la Pentecoste di domenica, in primo luogo cercando di
conservare il 6 Sivan e più tardi la
Pentecoste di Lunedì prima del 1974, ed il sistema del Tempio ha sempre
mantenuto la Pentecoste di domenica.
Anche quando la Chiesa di Roma si divise dalle Chiese di Dio circa le
dispute Quartodecimane nel 192 d.C., esse non videro nessuna ragione per
cambiare il modo di determinare la Pentecoste.
Essi affrontarono solamente il problema del cambiamento della
determinazione della Pasqua (vedere
saggio Le Dispute Quartodecimane
[277]).
Le posizioni
storiche sono esaminate anche nel saggio Il Ruolo del Quarto
Comandamento nelle Chiese di Dio che nella storia osservano il Sabbath [170].
I Sadducei
governarono il Tempio durante il periodo della sua attività e mantennero sempre
la Pentecoste di domenica.
Anche il Tempio
in Egitto seguiva questo sistema, come si vede nel testo della Bibbia dei
Settanta (LXX), che fu la traduzione greca ufficiale dell’Antico Testamento e
che fu commissionata e fatta tradurre in Egitto per la diaspora egiziana dal
Faraone del luogo.
La stessa
situazione si verificò anche per i Samaritani.
La loro Pentecoste era di domenica, ma differiva solo nel fatto che essi
avevano introdotto un inizio per il Nuovo Anno dopo l’equinozio, che seguiva
sempre la Luna Nuova dopo l’Equinozio e non più vicino ad esso, come era il
caso del sistema del Tempio. In questo
modo, almeno per la metà del tempo, essi erano in ritardo di un mese con la
Pasqua ebraica, e spesso mantenevano la seconda Pasqua come prima. Dunque la loro intercalazione aveva una
sequenza erronea anche rispetto al sistema giudaico. Essi dunque conservarono la festa nell’ottavo
mese, e questo fu l’errore di Geroboamo, che gli valse la condanna di Dio per
mezzo dei profeti (vedere saggio
Geroboamo e il Calendario di Hillel (N° 191)).
Il sistema del
Tempio era corretto e seguiva la legge scritta che vediamo applicata dai
Sadducei. Il sistema del Tempio è stato
esaminato nel saggio Il Calendario
di Dio [156].
Non vi erano
rinvii in atto nel Periodo del Tempio.
Ciò è chiaro nella stesura della Misnà del 200 circa, dalla quale il
Talmud fu compilato più tardi come commentario.
Sembra ci siano alcune rivendicazioni apocrife, di pseudo eruditi di
qualche Chiesa di Dio, che cercano di affermare che i rinvii erano operanti nel
periodo del Tempio in accordo con il Talmud.
Comunque, quest’affermazione è chiaramente falsa e contraddetta dalla
prova storica e dalla Misnà stessa.
Filon,e
l’autorità Giudaica (Giudeo) che scriveva ad Alessandria, dimostra che l’intero
sistema del Tempio e la diaspora avevano un solo calendario privo di rinvii con
l’eccezione della Comunità Qumran
chiamata da alcuni Esseni. Filone dice
molto chiaramente che i Noviluni erano determinati dalle congiunzioni,
calcolate nelle scuole astronomiche. Un
mese andava da una congiunzione a quella successiva. Non vi erano rinvii e mai nessun rinvio fu
ricordato nel periodo del Tempio. Questo
è trattato nel saggio Commento
riguardante il documento dottrinale sulle Chiese Unite di Dio: I Cristiani
dovrebbero osservare i Noviluni? (No. 124).
Filone dice:
“Questa è la Luna
Nuova, o l’inizio del mese lunare, cioè il periodo tra una congiunzione e la
successiva, la cui durata è stata accuratamente calcolata nelle scuole
astronomiche”. (Giudeo, Filone, The Special Laws, II, XXVI, 140, Trattato di
F.H Colson, Harvard University Press: Cambridge, MA, 1937).
Questa è la
posizione storica conosciuta ed è la nota posizione corretta del sistema del
Tempio. Non c’è nessuna altra prova che
suggerisce che essi contemplassero i rinvii fino a dopo la caduta del Tempio,
come si vede dal Talmud, poiché essi non divennero operanti fino a dopo la
stesura della Misnà nel 200 d.C..
L’influenza dei
rinvii è stata esaminata nel saggio Il Calendario e la Luna: Rinvii
o Festività? [195] ed anche nelle domande ricorrenti sull’argomento.
Il
Sistema del Tempio Descritto nella Bibbia dei Settanta (LXX)
Il testo che
riguarda il conteggio degli Omer nella Bibbia dei LXX è stato esaminato nel
saggio La Pentecoste: confrontando
Levitico 23:11-22 nella Septuaginta, che ora sostituisce questo saggio.
La traduzione
della Septuaginta o dei Settanta è una traduzione del testo Ebraico in Greco
eseguita ad Alessandria. Dovrebbe,
dunque, seguire il testo ebraico. Le
differenze dovrebbero mettere in luce i punti di vista teologici in contrasto
con il pensiero rabbinico successivo. La
traduzione dei LXX, usata qui, è quella di Sir. Lancelot C. L. Brenton (Londra 1851
Hendrickson, ristampa 1992). Il testo
greco è latinizzato per questo saggio.
Levitico 23:15-17
Dal giorno dopo il sabato, cioè dal giorno che avrete portato il covone da
offrire con il rito di agitazione, conterete sette settimane complete. Conterete
cinquanta giorni fino all'indomani del settimo sabato e offrirete al SIGNORE
una nuova oblazione. Porterete dai luoghi dove abiterete due pani per offerta
con rito di agitazione, i quali saranno di due decimi di efa di fior di farina e li farete cuocere lievitati; sono le
primizie in onore del SIGNORE(LXX).
Kai arithmesete umin
apo tes epaurion ton sabbaton, apo tes emeras es an prosenegkete to dragma tou
epithematos, epta ebdomadas oloklerous, eos tes epaurion tes eschates ebdomados
arithmesete pentekonta emeras, kai prosoisete thusian nean to Kurio.
La KJV è
essenzialmente uguale alla Bibbia dei LXX nel testo restante ed è citata per un
confronto.
Levitico 23:18-22
Oltre quei pani offrirete sette agnelli dell'anno, senza difetto, un torello e
due arieti: saranno un olocausto per il Signore insieme con la loro oblazione e
le loro libazioni; sarà un sacrificio di soave profumo, consumato dal fuoco in onore(intero, LXX) del SIGNORE.
Offrirete un capro come sacrificio espiatorio e due agnelli dell'anno come sacrificio
di comunione. Il sacerdote agiterà ritualmente gli agnelli insieme con il pane
delle primizie come offerta da
agitare davanti al SIGNORE; tanto i pani, quanto i due agnelli consacrati al
SIGNORE saranno riservati al sacerdote
(LXX). In quel medesimo giorno dovrete indire una festa e avrete la santa
convocazione. Non farete alcun lavoro servile. E' una legge perenne, di
generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. Quando mieterete
la messe della vostra terra, non mieterete fino al margine del campo e non
raccoglierai ciò che resta da spigolare del tuo raccolto; lo lascerai per il
povero e per il forestiero. Io sono il Signore, il vostro Dio".(KJV)
E’ evidente, dal
testo dei LXX e dalla traduzione di Brenton, che il testo comincia a contare
dal giorno dopo il Sabbath, sette settimane piene.
Non c’è alcun
dubbio che questo conteggio include il Primo Giorno Santo della Festa, tranne
quando questo coincide con il Sabbath settimanale.
La parola in
greco è Sabbaton e questa parola traduce
l’ebraico Shabbath. Non è possibile che la festa del Giorno
Santo sia intesa così come il testo in ebraico fa in modo chiaro attraverso
Levitico 23 in cui ci si riferisce a tre tipi di giorni di Sabbath. I tre tipi sono lo Shabbath (SHD 7676) o il Sabbath settimanale, lo Shabbathown (SHD 7677) o giorno
Sabbatico Santo, e lo Shabbath
Shabbathown nel caso del giorno dell’Espiazione, che è un Sabbath Sabbatico
o il più santo dei Sabbath. L’Espiazione è chiaramente posta al di sopra
di tutti gli altri giorni e identificata con il termine Sabbath.
Il
Conteggio della Pentecoste ed i tre tipi di Sabbath
Levitico 23 è
abbastanza chiaro, dal suo uso dei termini in ebraico, che il metodo di
conteggio della Pentecoste (letteralmente: contando
cinquanta) riguarda sette Sabbath completi o perfetti. Levitico 23 è il più preciso nel testo in
ebraico per ciò che riguarda l’uso dei termini Shabbath, Shabbathown e Shabbath Shabbathown. Il termine Shabbathown si incontra da
Levitico 23:24,39. Fino a questa sezione del testo, il Sabbath è usato
specificamente riferendosi solo al Sabbath settimanale, distinto dai Giorni
Santi, che sono chiamati sante
convocazioni (qodesh miqra’ SHD
6944, 4744). La Festa delle Trombe è un Shabbathown e identificato come un qodesh miqra’ . Anche le sante convocazioni della Festa dei
Tabernacoli e il Giorno del Giudizio sono il Shabbatown. C’è dunque una
grande distinzione tra lo Shabbath e lo Shabbathown delle feste ed anche lo
Shabbath Shabbathown dell’Espiazione, che è il più santo dei Sabbath. Shabbath Shabbathown è dunque usato solo per
il Sabbath e per l’Espiazione (Lv. 23:3,32).
La Bibbia dei LXX
conserva la distinzione tra lo Shabbath
e lo Shabbathown, usando il termine
grecizzato sabbaton per Shabbath e il
termine anapausis o riposo per Shabbathown usato in Levitico 23 (cioè vv. 24 e 39). Il senso è dare riposo (da SGD 373 anapauo, vedere Thayers, p.40). La Bibbia dei LXX, dunque, conserva la
distinzione tra il Sabbath e i Giorni Santi, usando i termini sabbaton e anapausis, entrambi per indicare riposo, per Shabbath e Shabbathown.
Questo utilizzo
mostra chiaramente e deliberatamente che i termini usati per il conteggio
relativo alla Pentecoste riguardano solo il Sabbath settimanale e non i Giorni
Santi. Prova chiaramente che, al tempo
della stesura della Bibbia dei LXX, il 6 Sivan non era compreso nel calcolo
della Pentecoste e che lo si credeva come parte del Sabbath settimanale. Il termine Shabbathown non è usato in nessuna fase concernente la
Pentecoste. Dunque, è impossibile che ci
si riferisca ai Giorni Santi della festa del Pane Azzimo nella formulazione del
conteggio, neanche al suo inizio o alla Pentecoste stessa. Il Giorno della Pentecoste è il giorno
successivo al settimo Sabbath ed è una convocazione santa (SHD 6944; 4744; qodesh miqra’: vedere anche Green, The Interlinear Bible). Il termine santa convocazione qui segue il Sabbath settimanale e la sua
funzione in questa sezione è quella di distinguere chiaramente i Giorni Santi
dal Sabbath o dal Sabbath settimanale.
La Bibbia dei LXX conclude il testo in modo tale che non ci sia
confusione tra il Sabbaton
settimanale (per Shabbath) e la santa
convocazione nel giorno seguente. La
spiegazione di qodesh mikra’ è data a
suon di tromba (Lv. 23:24) dove è
identificata come Shabbathown. La Bibbia dei LXX qui usa anapausis per Shabbathown al verso 24.
Non c’è nessun
fondamento per asserire che la Bibbia dei LXX differisce nel suo metodo di
determinazione della Pentecoste o che i Giorni Santi sono inclusi nel
conteggio, o che ce ne sono altri coinvolti oltre i Sabbath settimanali. Non c’è nessun fondamento per asserire che il
conteggio non inizia e finisce il giorno dopo i Sabbath settimanali. Il giorno dopo il Sabbath è, ed è sempre
stato, il primo giorno della settimana, il giorno conosciuto come domenica nel
sistema Romano. La determinazione del 6 Sivan è una successiva interpretazione
errata dei Farisei del sistema della Pentecoste, basata sulle tradizioni
rabbiniche, tale da evitare di avere un costante doppio sistema di
Sabbath. Il Giudaismo Rabbinico sembra
aver deliberatamente mal interpretato il calendario sotto Hillel II, per
conservare le sue tradizioni contro la precisa visione biblica. Lo sviluppo del calendario è identificato nel
saggio Il Calendario di Dio (N°
156). L’Agitazione del Covone del 16
Nisan, secondo l’errata interpretazione rabbinica, fu notata da Flavio Giuseppe
alla fine del primo secolo d.C. (Antichità Giudaiche, Libro 3, Cap. 10, P. 5)
ed anche da Filone (De spec. Leg., ii 29 (162)) del 40 d.C..
La difesa del
sistema rabbinico da parte di qualche Giudaista Fariseo nelle Chiese di Dio
ignora l’intera evidenza della storia nella determinazione della
Pentecoste. L’argomentazione per il 6
Sivan dalla Bibbia dei LXX è senza fondamento.
Inoltre l’argomentazione che viene dalla storia è decisiva.
La prima
storia Giudaico-Cristiana riguardo alla Pentecoste
La Pentecoste fu
determinata da tutte le diramazioni della fede Cristiana, a partire dai primi
secoli, contando dalla Domenica del Pane Azzimo per cinquanta giorni e fu
stabilita la Domenica dopo il settimo Sabbath dalla Chiesa intera. Questo dimostra che la Chiesa primitiva
rifiutò la pratica Farisaica. Luca 4:16
e Atti degli Apostoli 16:13 mostrano che sono coinvolte settimane complete. Anche
quando le controversie Quartodecimane si manifestarono nel secondo secolo, non
fu mai messo in discussione che la Domenica del Pane Azzimo fosse il giorno
esatto per l’inizio del conteggio per la Pentecoste. E’ chiaro che la Pentecoste fu mantenuta universalmente
da tutte le diramazioni della fede Cristiana di Domenica per quasi l’intera sua
storia. Fu solo nel ventesimo secolo che
la Pentecoste cominciò ad essere spostata nelle Chiese di Dio e questo avvenne
per pura ignoranza della posizione storica sia del Giudaismo che della Chiesa.
L’osservanza
della Pentecoste o della Festa delle Settimane, nei primi secoli e all’inizio
dell’era attuale, ha evidenziato una netta divisione nel Giudaismo. I Farisei celebravano la Pentecoste il 6
Sivan, mentre i Sadducei la celebravano sempre la Domenica cinquanta giorni
dopo l’Agitazione del Covone, che essi osservavano anche nella Domenica del
Pane Azzimo. Neanche i Terapeuti egizi,
o gli Esseni palestinesi, di cui i Terapeuti sembrano essere una diramazione, osservavano
la Pentecoste, la loro festa più importante il 6 Sivan. Essi la chiamarono la Festa delle Settimane o
il Rinnovo dell’Alleanza. Essi avevano
un anno di sette cicli di cinquanta giorni, ognuno dei quali terminava con una
festa agricola (La storia del popolo ebraico al tempo di Gesù Cristo di
Schurer, Vol. II, pag. 595-597 circa).
La diversa
osservanza della Festa delle Settimane da parte di tutte le sette Giudaiche,
ebbe origine direttamente dall’interpretazione della parola Sabbath in Levitico 23:11,15. I Sadducei e in particolar modo la branca dei
Boethusian, la intesero come il vero Sabbath, cioè il Sabbath settimanale
(vedere Schurer, ib, Vol. II. Pag. 410), rifiutando le tradizioni Farisaiche
per i testi letterari (ib, pag. 408-411).
Dunque l’Agitazione del Covone e la Pentecoste cadono sempre nel primo
giorno della settimana, o di Domenica. I
Farisei intesero il termine in Levitico 23:11 come riferito al primo giorno di
festa della settimana della Pasqua ebraica, il 15 Nisan (Schurer, Vol. III,
pag. 312). Il Libro dei Giubilei, che
precede la Misnà e sia Filone che Flavio Giuseppe, interpretano il Sabbath come
l’ultimo giorno della settimana della Pasqua ebraica, il 21 Nisan (Schurer,
ib). Schurer sostiene che la pratica
Farisaica è appoggiata dalla traduzione della Septuaginta di Levitico 23:11 [te epaurion tes protes] e che prevaleva
al tempo di Filone (De spec. Leg..,ii
29 (162), e di Flavio Giuseppe Antichità
Giudaiche, iii 10,5 (248)). Secondo
il Documento di Damasco dei Rotoli del Mar Morto, gli Esseni sostenevano il
calendario dei Giubilei (ib). Il
calendario dei Giubilei sembra avere origine dai pre-Esseni Hasidim, nella
prima metà del secondo secolo, cioè intorno al 160 a.C. (Schurer, Vol. III,
pag. 314).
Il problema è
dunque chiaramente visto come una divisione all’interno del Giudaismo che ha
origine dal secondo secolo d.C., che vide almeno tre divisioni. Filone e Flavio Giuseppe sostengono il punto
di vista farisaico. I Sadducei
interpretavano alla lettera deridendo le tradizioni dei Farisei. Qualche scrittore della Chiesa antica,
ritiene che essi abbiano esteso la pura reverenza canonica solo alla Torà
scritta, a causa del rifiuto delle tradizioni farisaiche, rifiutando i profeti. Questa visione è oggi abbandonata dagli studiosi
moderni. Essi accettavano i profeti come
canonici, rifiutando solo la tradizione (Schurer, Vol. II, pag. 407-408). Nessun Giudeo o vero Cristiano accetta il
canone del Vecchio Testamento per intero, e i Cristiani lo sostituiscono con il
Nuovo Testamento. Schurer è dell’idea
che i Farisei decisero che l’offerta dell’Agitazione del Covone fosse fatta nel
primo giorno della settimana della Pasqua ebraica, cioè il 15 Nisan, secondo la
traduzione nella Bibbia dei LXX di Levitico 23:11 che dice:
…il giorno dopo
il primo giorno il sacerdote lo innalzerà (Brenton tr. LXX, Lv. 23:11).
Schurer suppone
che si tratti del 15 Nisan, se la mattina del primo giorno è ritenuta il primo
Giorno Santo della Festa del Pane Azzimo.
Comunque Flavio
Giuseppe afferma chiaramente che il 16 Nisan è la data usata per l’Agitazione
del Covone e dunque il punto di vista farisaico non può essere il vero
significato del testo nella Bibbia dei LXX.
Il primo giorno è il giorno dopo il Sabbath, cioè il primo giorno della
settimana, o Domenica.
Il primo giorno
della settimana, o Domenica, è il significato adottato dai Sadducei ed anche
da tutta l’antica Chiesa Cristiana. E’
da ricordare che la Bibbia dei LXX traduce il testo ebraico, che dice il mattino dopo il Sabbath lo agiterà. Il ragionamento pro-farisaico è dunque circolare.
La traduzione Greca del testo ebraico è dunque usata per reinterpretare
il pieno significato del testo originale.
La traduzione dei LXX conferma, attraverso il suo uso del termine primo
giorno, che il primo giorno della settimana, cioè il giorno dopo il Sabbath (Lv. 23:11, TM), la Domenica, è coinvolta.
Il 16 Nisan non è il primo giorno – è il secondo giorno
del Pane Azzimo e, in effetti, il terzo giorno della struttura della Pasqua/Pane
Azzimo, se il tempo della preparazione e i commenti del Nuovo Testamento sono
presi in considerazione, basandosi su Deuteronomio 16:6. La Bibbia dei LXX fu compresa in quel contesto
dalla Chiesa Cristiana primitiva. In
più, Cristo fu l’Agitazione del Covone, ed è mostrato senza dubbio che egli
ascese come l’Agitazione del Covone nel mattino del primo giorno della settimana,
o Domenica (te de mia ton Sabbaton;
Lc. 24:1 Gv. 20:1). Il testo di Levitico
23:15 conferma questa visione, come si vede da varie traduzioni (vedere il
saggio La Tempestività
della Crocifissione e della Resurrezione [159]).
Un altro aspetto
che concerne la Chiesa del primo secolo è che, in At. 16:12-13, ci si riferisce
alla Festa delle Settimane in cui Sabbaton
è messo al plurale come Sabbath da
Marshall, nel testo principale della Interlinear. Dal fatto che ci sia un’attesa, si deduce che
c’è una distanza tra il Sabbath e la Pentecoste. Questo non deriva dal testo. L’attesa era fino al tempo dei Sabbath, se il
plurale è in realtà riferito alla Pentecoste.
Essi andarono nel luogo di preghiera il Sabbath e furono arrestati e
imprigionati per ciò che sarebbe stata la Pentecoste. Il termine Sabbaton si riferisce al Sabbath settimanale in greco, come abbiamo
visto, e qui ci si può riferire solo al Sabbath settimanale, ma in ogni caso
l’attesa era per questo evento – o il Sabbath o il fine settimana della
Pentecoste, qualunque fosse il caso. Lo
stesso termine è usato in Luca 4:16 (vedere Marshall). Indica eventi raggruppati piuttosto che separati
ed indicherebbe anche la Pentecoste seguente il Sabbath settimanale.
Non c’è dunque
nessun punto di vista nella Scrittura che provi una Pentecoste il 6 Sivan. Ciò
si fonda interamente sulle Tradizioni Orali dei Farisei, come dimostrano i
punti di vista dei Sadducei e della Chiesa primitiva. Inoltre si dovrebbe notare che in ogni altro
caso in cui è espressa una data specifica del Calendario Ebraico, la festa è
indicata nei termini di uno specifico giorno di un mese specifico. E che ciò non accada con la Pentecoste è un
altro segnale del fatto che non ci si può riferire o non si può dedurre una
data precisa.
Il Pane
ed il Grano Nuovo
Un altro problema
che sorge dal cattivo uso della Bibbia dei LXX, è quello che riguarda il
consumo del pane e del grano (da Lv. 23:14).
Brenton traduce il testo:
Non mangerete pane, né grano nuovo
abbrustolito, prima di quel
giorno, prima di aver portato
l'offerta al vostro Dio. E' una legge perenne di generazione in
generazione, in tutti i luoghi dove abiterete.
Questo testo
traduce i TM, che dicono:
Levitico 23:14 Non
mangerete pane, né grano abbrustolito, né spighe fresche, prima di quel giorno,
prima di aver portato l'offerta al vostro Dio. E' una legge perenne di
generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete.(KJV)
Il testo si
riferisce a grano nuovo abbrustolito,
come si vede dalla parola ebraica (SHD 3759) Karmel che significa spighe verdi
dal campo. Verde traduce la parola grano nuovo (The Interlinear
Bible). Il termine pane (arton) traduce l’ebraico (SHD 3899) lechem, che significa cibo (per uomini o bestie), specialmente
pane o grano. Preso alla lettera,
dunque, nessun prodotto del grano, o cibo, potrebbe essere mangiato fino
all’Agitazione del Covone. Questa
visione è contraddetta dalla legge biblica.
Essa è contraddetta persino nello stesso testo, per quel che riguarda i
pasti e le offerte della Pasqua o Primo Giorno Santo del Pane Azzimo (Es.
12:18; Lv. 23:6; Dt. 16:8).
Il testo in
Giosuè mostra il significato. Abbinato
al testo che qui significa grano nuovo,
si vede che è il grano nuovo e tutti i prodotti fatti con il grano nuovo sono proibiti. Il pane azzimo e i pasti fino all’Agitazione
del Covone sono fatti con il grano immagazzinato dei precedenti anni fino alla
Domenica mattina, quando il grano nuovo può essere usato.
Giosuè 5:10-12 Si
accamparono dunque in Gàlgala gli Israeliti e celebrarono la pasqua al
quattordici del mese, alla sera, nella steppa di Gerico. Il giorno dopo la
pasqua mangiarono i prodotti della regione, azzimi e frumento abbrustolito in
quello stesso giorno. La manna cessò il giorno dopo, come essi ebbero mangiato
i prodotti della terra e non ci fu più manna per gli Israeliti; in quell'anno
mangiarono i frutti della terra di Canaan.
Una strana
interpretazione errata (ma forse più plausibile dell’argomento del 6 Sivan)
riguarda l’asserzione che la Pentecoste sia di Lunedì. Ciò ha origine dall’affermazione che il
conteggio ha inizio con la Domenica che segue il Sabbath settimanale nel Pane
Azzimo e segue il settimo Sabbath settimanale.
L’argomento è costruito in modo tale che i cinquanta giorni includano la
Domenica, ma il Giorno Santo di Pentecoste non inizia fino alla sera della
Domenica, facendo dunque del Giorno Santo un Lunedì. Il testo afferma chiaramente che nella
mattina seguente l’ultima settimana (hebdomados,
LXX), cioè la Domenica, tu porterai una nuova offerta al Signore. La Bibbia dei LXX qui ci mostra che la
settimana è di sette giorni, e che i sette periodi di sette giorni (hepta hebdomadas; vedere anche Sal.
118[119]; 164; Prv. 24:16 per la struttura nella Bibbia dei LXX e Thayers, pag.
247) sono coinvolti. L’idea della
Pentecoste di Lunedì fu propagandata da Herbert Armstrong della Radio Church of
God nei suoi primi anni, ma poi sarà rifiutata da lui e dal consiglio della
Radio Church of God perché spuria.
Qualche intransigente potrebbe non accettare il fatto del semplice
errore nel processo di questo pensiero, e questo punto di vista emerge
occasionalmente. Non ha nessun
fondamento nei fatti o nella storia, ed è logicamente e linguisticamente falso.
Quando il
Calendario di Hillel fu accettato nel 358 d.C., dalla sua introduzione da
Babilonia ad iniziare dal 344 circa d.C., la Chiesa Cristiana aveva mantenuto il giusto giorno per così
tanto tempo, che la posizione rabbinica appariva non solo sbagliata, ma anche
irrilevante.
Il
Sistema della Pasqua
Il fatto è che il
simbolismo dell’Agitazione del Covone non è compreso dalla Cristianità
tradizionale. Essi hanno introdotto la
Pasqua o il simbolismo di Ishtar della resurrezione della Domenica del culto
della fertilità di primavera. La Pasqua,
la forma Anglosassone di Ishtar, è un sistema di adorazione pagano entrato
nella Cristianità nel secondo secolo. Il
simbolismo deriva dalla morte di Tammuz o Dumuzi il Venerdi e dalla sua
resurrezione la Domenica. Questo
riflette il frumento e il simbolismo dei nuovi germogli di grano. La focaccia di Pasqua deriva dalla cottura di
focacce per la Regina del Cielo durante la festa di Ishtar per la rinascita di
Tammuz (Dumuzi è l’equivalente Assiro-Babilonese). Questo è condannato dalla Bibbia (Ger.7:18;
44:19; SHD 3561 kavvan ostia o
focaccia sacrificale). L’ostia è
conservata nel simbolismo dell’Eucarestia e dell’Ostensorio. Il lamento per Tammuz (Ez. 8:14) è in
relazione al lutto del simbolismo della morte/resurrezione della Pasqua.
L’interpretazione
errata della Pasqua ebraica e del Pane Azzimo, nella sua confusione con il
sistema Venerdi/Domenica della Pasqua, non
elimina il sistema biblico o la necessità di osservare l’Agitazione del
Covone nella Domenica che cade nei sette giorni del Pane Azzimo dopo il Sabbath
settimanale. La necessità di osservare
la Pentecoste nella Domenica dopo il settimo Sabbath perfetto, o settimana
completa, è una chiara istruzione biblica (un Sabbath perfetto è un periodo di sette giorni, cioè una settimana di
sette giorni, vedere saggio Il
Calendario di Dio [156], pag. 2-3).
Il problema che
causa la confusione sotto questo aspetto è la sequenza in cui cade la Domenica,
il 15 Abib ed il Sabbath il 14 Abib, che è di solito un giorno di
preparazione. Dunque il Primo Giorno
Santo è anche l’Agitazione del Covone.
Questo non presenta problemi per il Giudaismo, comunque qualcuno
considera il Sabbath al di fuori della festa in questo caso, e l’Agitazione del
Covone dovrebbe seguire l’ultimo Giorno, che è il Sabbath all’interno della
festa. Il fatto è che il 14 è parte del
periodo della Festa e l’Agitazione del Covone è sempre stata vista come
all’interno della festa.
La discussione
sul 6 Sivan poggia sull’errore di interpretazione deliberato della direttiva
biblica, basato sull’interpretazione erronea Giudaico rabbinica, con la quale
sembra addirittura non essere d’accordo tutto il Giudaismo. I suoi sostenitori nel Cristianesimo sono
spinti da un sincero desiderio di adottare e di seguire correttamente il
sistema originario. Essi debbono essere
lodati per il loro entusiasmo, ma corretti per il loro errore.
Il
Conteggio Samaritano dell’Omer e la Pentecoste
La posizione
seguita dai Samaritani, mentre è sbagliata nel mantenere il Nuovo Anno sulla
Luna Nuova che segue sempre l’equinozio, ed
è tuttavia d’accordo con il sistema del Tempio per quel che riguarda le
Lune Nuove, segue sempre la congiunzione come essi hanno fatto sin dal tempo
del Tempio.
Tuttavia, Cristo
non li considerò all’inizio un sistema, allo stesso modo in cui non considerò i
Gentili, e mandò i discepoli alla pecora smarrita della Casa d’Israele, e non
ai Samaritani, i quali reclamavano anche una discendenza da Israele e da
Giuseppe (Mt. 10:5-6). Dunque la loro discendenza era messa in discussione in
quel tempo. Essi avevano comunque un
sacerdote Levitico fino ai tempi recenti, che fu ritenuto di un lignaggio puro,
forse anche più di Levi in Giuda.
Levitico 23:15
della Torà Samaritana afferma:
“Dal giorno dopo il
sabato, cioè dal giorno che avrete portato il covone da offrire con il rito di
agitazione, conterete sette settimane complete.”
Le sette
settimane dell’Omer sono contate a partire dalla Domenica compresa nella Festa
del Pane Azzimo. La Pentecoste è dunque
celebrata nel Primo Giorno della settimana., cioè la Domenica, dell’ottava
settimana. I nomi delle settimane nelle scritture Samaritane del loro sistema
(KS) sono i seguenti.
1.“Settimana del
passaggio del Mare (Rosso)” (Esodo 14:26-15:21);
2. “Settimana del
cambiamento dell’acqua di mara
[amara] (Esodo 15:22-26);
3. “Settimana di Elim, dove essi trovarono dodici
sorgenti d’acqua e settanta alberi di palma” (Esodo 15:27-16:3);
4. “Settimana
della manna, la quale cadde su di
loro dal cielo nel deserto” (Esodo 16:4-36);
5. “Settimana
dell’acqua che sgorga dalla roccia” (Esodo 17:1-7);
6. “Settimana
delle battaglie contro ‘Amalek’” (Esodo 17:8-17);
7. “Settimana
della permanenza presso il Monte Sinai” (Esodo 19:1 e seguenti).
(cfr. Sylvia
Powels, The Samaritans, edito da Alan
Crown).
Il conteggio dell’Omer
è esaminato anche nel saggio La Pentecoste sul 159Sinai [115].
Le argomentazioni
di cui sopra dimostrano che il conteggio dell’Omer inizia dalla Domenica
compresa nella Festa del Pane Azzimo e finisce con la Pentecoste o la Festa
delle settimane nei giorni quarantanovesimo e cinquantesimo, essendo il Sabbath
e la Domenica rispettivamente un sistema di due giorni. Questo è sempre stato il sistema, e lo è
ancora il sistema all’interno della maggior parte della Chiese di Dio, anche di
quelle che erroneamente seguono il Calendario di Hillel per altri aspetti.