Chiese Cristiane di Dio
[195]
Il Calendario e la Luna
Rinvii o Festività? [195]
(Edizione1.3
19970308-19990315)
Questo saggio è scritto, con l’aiuto di citazioni approfondite da fonti
autorevoli e da Scritture, per permettere al lettore di vedere, attraverso
riferimenti Giudaici e di altro tipo, la derivazione incerta ed ad hoc del
sistema di rinvii. Per ammissione stessa
di coloro che hanno proposto il sistema
dei rinvii, questi non furono pienamente in ordine fino all’undicesimo secolo.
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WODEN ACT
2606, AUSTRALIA
E-mail: secretary@ccg.org
(Diritti d’Autore 1997,1999 (ed.Wade Cox)
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Il Calendario e la
Luna
Rinvii o Festività? [195]
Il calendario,
che spesso viene chiamato il calendario di Hillel, è in realtà una creazione di
derivazione più recente di quanto generalmente si creda. Non c’è dubbio che il sistema dei rinvii,
secondo l’Enciclopedia Giudaica ed
altri lavori di riferimento, non fu completamente in ordine fino all’undicesimo
secolo e non è veramente frutto di Hillel II il rabbino, nel 358 d.C, anche se
gli è comunemente attribuito. Si dovrà
vedere la progressione da ciò che segue e riconoscere se si ha a che fare con
l’osservanza delle festività di Dio o con l’osservanza dei rinvii. L’intento del calendario Cattolico è quello
di impedire la concordanza con il calendario Giudaico originale, e il
calendario Giudaico originale impedisce la concordanza con il comune calendario
universale Cristiano. Questi punti
diventeranno evidenti in questo saggio.
Tishre:
Dall’Aramaico shera o sherei, “iniziare”…Settimo mese nel
ciclo religioso o delle festività; primo nel ciclo cronologico o civile…Il
primo non cade mai di Domenica, di Mercoledì, o di Venerdì. Nel ventesimo
secolo, il suo primo inizio è il 6 Settembre e il più tardo è il 5 Ottobre (The Jewish Almanac, Bantam, 1980).
Questa regola dei
rinvii assicura che il Giorno delle Trombe (1 Tishri, Rosh HaShanah), ed il
giorno della Redenzione (10 Tishri, Yom Kippur) non hanno un Sabbath
immediatamente prima o dopo questi giorni sacri. Le regole Giudaiche dei Rinvii impediscono
anche la celebrazione della Festa dei Tabernacoli, come nel 1997, quando
l’equinozio autunnale cade l’ultimo giorno della Festa (21 Tishri) e la pone un
mese più tardi (16-23 Ottobre), molto dopo l’equinozio autunnale (che è il 23
Settembre nel 1997).
Nisan: Riferito al
primo mese Babilonese Nisannu,
“iniziare”, o forse all’ebraico nitzan,
“fiori”. Il suo nome secondo il
Pentateuco è Aviv [o Abib], “primavera”….Il primo non cade mai di Lunedì, di
Mercoledì, o di Venerdì. Nel ventesimo
secolo il suo primo inizio è il 13 Marzo e il suo più tardo è l’11 Aprile
(ibid.)
L’intera stagione
della Pasqua ebraica simboleggia anche la preparazione delle primizie di Dio per la raccolta delle Primizie, Pentecoste. La regola dei rinvii sopra citata, impedisce
ai Giudei di osservare la loro Pasqua quando coincide con un Martedì notte che
cada il 14 Abib [i.e., quando un Mercoledì è il 1 Abib]. Le regole per Abib permettono ad un Sabbath
di cadere il 14 [quando 1 Nisan è una Domenica], che è un giorno di
preparazione per il 15, il primo Giorno
Sacro dei sette giorni del Pane Azzimo.
Comunque, in Tishri, un Sabbath non è permesso prima del primo o del
dieci del mese.
L’Enciclopedia Britannica, nona edizione, voce Calendario, dice:
L’equinozio [di
primavera] è fissato il 21 Marzo, sebbene il sole entri in Ariete generalmente
il 20 di questo mese, qualche volta il 19. E’ perciò abbastanza possibile che
una luna piena possa arrivare dopo il vero equinozio, e dunque precedere il 21
Marzo. Questa, comunque, non sarebbe la
luna pasquale del calendario, anche se senza dubbio dovrebbe esserlo, se le
intenzioni del Concilio di Nicea fossero seguite rigidamente. I Noviluni indicati dagli epatta [giorni
aggiuntivi richiesti per determinare la Domenica di Pasqua] differiscono dai
noviluni astronomici, ed anche dai noviluni intermedi, in generale di uno o due
giorni … Gli epatta sono posti anche in maniera tale da indicare le lune piene
generalmente uno o due giorni dopo le vere lune piene; ma questo fu fatto di
proposito, per evitare la concomitanza con la Pasqua ebraica, che per gli
ideatori del calendario sembrava un’immoralità maggiore del celebrare la Pasqua
con una settimana di ritardo (p. 599).
L’attuale calendario
Giudaico è lunisolare, i mesi sono contati secondo la luna e gli anni secondo
il sole. Un mese è il periodo di tempo
tra una congiunzione della luna con il sole e la successiva. La congiunzione della luna con il sole è il
momento in cui la luna è direttamente tra la terra ed il sole, (ma non nello
stesso piano), ed è dunque invisibile.
Questo è conosciuto come molad
(“nascita”) (ibid.)
Dio disse [‘in base
al decreto del suo Memra’][Memra è l’equivalente di Logos in Ebraico ed
Aramaico; ed. Cox]: "Ci siano luci nel firmamento del cielo, per
distinguere il giorno dalla notte; servano da segni(sacri) per le stagioni(tempi),
così che le intercalazioni di lune (e) di mesi possano essere consacrate da
essi (The Aramaic Bible, tr. Martin
McNamara MSC; T&T Clark, Edimburg, 1992).
Dio disse: "Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni, e per santificare l’inizio dei mesi e l’inizio degli anni, le intercalazioni dei mesi e le intercalazioni degli anni, i solstizi, la nuova luna, ed i cicli (del sole) (The Aramaic Bible, tr. Michael Maher MSC, The Liturgical Press, Collegeville, MN, 1992).
E’ generalmente
accettato che questi Targum precedano i tempi degli apostoli, così che il loro
valore nel rivelare una prima comprensione della Genesi 1:14 è mostrato in modo
piuttosto grafico.
Esodo 12:1-11 Il
Signore disse a Mosè e ad Aronne nel paese d'Egitto: "Questo mese sarà per
voi l'inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell'anno. Parlate a
tutta la comunità di Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si
procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse
troppo piccola per consumare un agnello, si assocerà al suo vicino, al più
prossimo della casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà
essere l'agnello, secondo quanto ciascuno può mangiarne. Il vostro agnello sia
senza difetto, maschio, nato nell'anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra
le capre e lo serberete fino al quattordici di questo mese: allora tutta
l'assemblea della comunità d'Israele lo immolerà al tramonto. Preso un pò del
suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull'architrave delle case, in cui lo
dovranno mangiare. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco;
la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Non lo mangerete crudo, né bollito
nell'acqua, ma solo arrostito al fuoco con la testa, le gambe e le viscere. Non
ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sarà avanzato lo
brucerete nel fuoco. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i
sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. E' la pasqua del
SIGNORE!(RSV)
L’osservazione dell’equinozio autunnale, cioè, ‘il termine dell’anno’ (vedere Es. 23:16), e dell’equinozio di primavera o privamerile, chiamato ‘il ritorno dell’anno’ (1Re. 20:26; 2Cr. 36:10 AV), era importante per la determinazione del calendario e di conseguenza delle festività. Dunque l’anno iniziava con il novilunio più vicino all’equinozio primaverile quando il sole era in Ariete (Flavio Giuseppe, Antichità Giudaiche 3.201 [meglio vedere Antichità Giudaiche III.x5]), e la Pasqua ebraica nel quattordicesimo giorno di Nisan coincideva con la prima luna piena (Es. 12:2-6). (The Illustrated Bible Dictionary, J D Douglas & N Hillyer, editors, IVP, 1980; articolo Calendar, Vol. 1, p.223)
In generale, il
calendario Giudaico, al tempo del Nuovo Testamento (almeno prima del 70 AD),
seguiva il calcolo Sadduceo, poiché era attraverso questo calcolo che i servizi
del Tempio erano regolati. Dunque il
giorno della Pentecoste era calcolato come il quinto giorno dopo la
presentazione del primo raccolto del covone d’orzo, cioè il quinto giorno
(incluso) a partire dalla prima Domenica dopo la Pasqua ebraica (cfr. Lv. 23:15
e seguenti); Quindi cade sempre di Domenica, come nel calendario
Cristiano. Il calcolo Farisaico, che
diviene convenzionale dopo il 70 AD, interpreta ‘sabbath’ in Lv. 23:15 come il
giorno della festa del Pane Azzimo e non il sabbath settimanale; in questo caso
la Pentecoste cade sempre nello stesso giorno del mese [Sivan 6].
Isaia 1:13-14 Smettete di presentare offerte inutili, l'incenso è un abominio per me; noviluni, sabati, assemblee sacre, non posso sopportare delitto e solennità. I vostri noviluni e le vostre feste io detesto, sono per me un peso; sono stanco di sopportarli.(RSV)
Osea 2:13 Farò
cessare tutte le sue gioie,
le feste, i noviluni, i sabati, tutte le sue solennità (RSV)
Qui si vede la
contaminazione delle Feste dei noviluni e dei sabbath. Dio li fa cessare perché non ha approvato il
modo in cui sono stati determinati o celebrati.
Si notino qui i
commenti dell’ Enciclopedia Giudaica che
riguardano l’accuratezza dei rinvii.
Determinazione Rosh
HaSanah (il primo dell’anno). L’anno inizia il 1 Tishri, che raramente è il
giorno del molad, poiché ci sono quattro ostacoli o
considerazioni, chiamati dehiyyah,
nel fissare il primo giorno del mese (rosh
hodesh). Ogni dehiyyot può causare un rinvio di due giorni: (1) principalmente
per impedire al Giorno della Redenzione (Tishri 10) di cadere di Venerdi o di
Domenica, e a Hoshana Rabba (il settimo giorno di Sukkot; 21 Tishri) di cadere
di Sabato, ma in parte anche per soddisfare degli scopi astronomici…(2) esclusivamente
per una ragione astronomica, se il molad
è a mezzogiorno o più tardi, Rosh HaShanah è ritardato di un giorno (ibid.,
p.44).
Il terzo ed il quarto dehiyyah sono delle regole molto più complesse che riguardano dei
tempi specifici del molad e il conseguente rinvio di 1 Tishri. Questi moladot
sono disposti in tabelle con determinati rinvii tracciate nell’articolo dell’Enciclopedia Giudaica. La regola dei rinvii non era conosciuta al
tempo di Cristo e al tempo della compilazione del Talmud. Il Talmud mostra chiaramente che il Giorno
della Redenzione cadeva, al tempo della sua compilazione e al tempo della
compilazione della Misnà e, dunque, al tempo di Cristo, di Venerdì o di
Domenica.
Si notò anche che
le Festività Religiose erano cadute il giorno prima o dopo il Sabbath (cfr.
Soncino Talmud 114b; Menachoth 100b).
Mishnah:
(Besah 2:1) In una
festività che coincide con la sera del Sabbath [Venerdi] non si dovrebbe
cucinare per iniziare il giorno festivo [Venerdi] per gli scopi del Sabbath. Ma
si prepara del cibo per il giorno festivo, e si si lascia qualcosa, lo si
lascia per usarlo durante il Sabbath. Si
prepara un piatto cotto nella sera del giorno festivo [Martedì] e si conta su
questo [per preparare il cibo di Venerdi] anche per il Sabbath.
(2:2) [se un giorno
festivo] coincide con il giorno dopo il Sabbath [Domenica], la casa di Shammai
dice, “Essi immergono tutto prima del Sabbath.”
E la casa di Hillel dice, “Gli utensili [devono essere immersi] prima del
Sabbath. Ma l’uomo [può immergere] nel
Sabbath [se stesso]”.
(Shabbat 15:3) Essi piegano i vestiti anche quattro o cinque volte. Ed essi preparano i letti la notte del Sabbath da usare il Sabbath, ma non nel Sabbath da usare dopo il Sabbath. R. Ishmael dice, “Essi piegano le vesti e stendono i letti il Giorno della Redenzione per il Sabbath”.
(Sukkah 5:7) Tre volte l’anno tutte le guardie sacerdotali
ripartivano equamente le offerte delle festività e la divisione del Pane della
Presentazione. Alla Pentecoste essi gli
direbbero “Ecco tu hai il Pane Azzimo, ecco il pane lievitato per te”. La guardia sacerdotale, per la quale il tempo
del servizio settimanale è stabilito, è quella che offre tutte le offerte
quotidiane, le offerte determinate dai voti, le offerte della libera volontà, e
altre offerte pubbliche. E si offre
tutto. In un giorno festivo che viene
dopo il Sabbath, sia prima che dopo di esso, tutte le guardie sacerdotali erano
eque nella divisione del Pane della Presentazione.
(Arakhin 2:2) Essi
non contano meno di quattro mesi nell’anno, e [ai saggi] non sono mai apparsi
più di otto.
(Hagigah 2:4) La
Pentecoste che coincide con un Venerdì – La Casa di Smammai dice, “Il giorno
del massacro [tutta l’offerta fu portata a compimento delle richieste per
apparire di fronte al Signore] è il giorno dopo il Sabbath”. E la Casa di Hillel dice, “Il giorno del
massacro [l’intera offerta] non è dopo il Sabbath”. Ma esse concordano che se coincide con il
Sabbath, il giorno del massacro [l’intera offerta] è dopo il Sabbath. E il
sommo sacerdote non indossa le sue vesti.
E ad essi è permesso di fare una lamentazione e di digiunare, così da
non confermare l’opinione di coloro che dicono, che la data della Pentecoste
[deve sempre cadere] dopo il Sabbath [di Domenica].
E’ dunque
impossibile che i rinvii siano esistiti al tempo di Cristo. Per continuare:
… ci si aspettava che il sistema attuale
fosse sostituito [aggiungendo enfasi] di nuovo da un sistema basato su dei
valori reali [in opposizione ai valori mediocri] più simile al primo calendario
Giudaico, nel quale i noviluni (giorni delle fasi [cioè la lunghezza
dell’intervallo dalla vera congiunzione alla apparizione della luna crescente]
e le intercalazioni erano proclamati sulle basi sia dell’osservazione che del
calcolo (ibid.,p.47).
Si deve notare
che ci è stato detto che l’attuale calendario Giudaico non è corretto e ha
bisogno di alcune revisioni! Inoltre ci
hanno informato che il Giorno delle Trombe è raramente nel giorno del molad [la
congiunzione], il che vuol dire che il giorno ‘santo’ è spesso osservato nel
giorno sbagliato, così come i seguenti giorni di festa. Da ricordare i riferimenti precedenti alla
Genesi 1:14.
Storia. Secondo una tradizione citata nel nome di
Hai Gaon (d. 1038), l’attuale calendario Giudaico fu introdotto dal patriarca
Hillel II….nel 358/59 AD…Mentre non è del tutto irragionevole attribuire a
Hillel II la determinazione dell’ordine regolare delle intercalazioni, la sua
totale partecipazione all’attuale calendario fissato è in dubbio (ibid., p.
48).
Gli intervalli delle
intercalazioni erano inizialmente irregolari, essendo queste intercalazioni
dovute in parte alla prevalenza di alcuni prodotti agricoli e di condizioni
sociali … le condizioni del raccolto sono determinate dalla posizione del sole
nel suo percorso annuale (ibid., p. 49).
I lettori avranno
notato che alcuni commentatori del calendario, nel determinare se la primavera
sia iniziata o no, sembrano dare maggior importanza alle condizioni
metereologiche locali. Sicuramente è riconosciuto che è la
posizione della terra nell’equinozio di primavera che determina l’inizio della
primavera annuale, e la luna piena [la notte del 15 Abib] dopo l’equinozio
determina il conteggio della stagione della Pasqua ebraica.
C’è, d’altra parte,
una evidenza indiscutibile nei lavori degli scrittori, con una conoscenza
esperta del calendario, che gli attuali ordo
intercalationis e il molad
epocale non erano ancora parti intrinseche del calendario di Hillel II, questi
erano visti ancora unitamente agli altri
stili di ordo intercalationis e di molad fino all’undicesimo secolo. Essi devono aver verosimilmente influenzato i
restanti due dehiyyot … Nel decimo
secolo il calendario Giudaico era esattamente lo stesso di oggi (ibid., p. 50).
I metodi per
determinare il calendario evolsero nella tradizione Giudaica fino al decimo
secolo, quando vennero messi a punto. Da
allora, il Giudaismo ha seguito il suo proprio sistema che pone e determina il
suo anno nuovo secondo le sue tradizioni e non il primo del primo mese come ordinato
da Dio attraverso Gesù Cristo.
Il Novilunio era
l’aspetto più importante nel determinare i mesi, e il Novilunio di Nisan
determinava l’anno, non Tishri come fu osservato dal giudaismo. Rosh HaShanah, nel suo attuale sistema di
determinazione, non può essere visto né come un’osservazione biblica corretta
né come un’osservazione Cristiana corretta.
Filone di Alessandria [tr. Di F H Colon (Harvard University Press, Loeb
Classical Library, Cambridge, MA, 1937); The
Special Laws, II, XI,41] dice:
“La terza [festa] è il Novilunio che segue la congiunzione della luna con il
sole”. E in II, XXVI,140: “Questa è il Novilunio, o l’inizio del mese lunare,
cioè il periodo tra una congiunzione e l’altra, la cui lunghezza è stata
calcolata dalle scuole astronomiche”. Si
deve notare che la famosa edizione di Hendrickson Publishers (1993) della
traduzione di C D Jonge del 1854 non dà le stesse informazioni che dà la
traduzione di Colon. Le indicazioni sono
che le congiunzioni erano determinanti nello stabilire il primo del mese.
I lettori devono
notare le indicazioni dell’assenza di regole di rinvii nella Chiesa primitiva,
dichiaratamente Cattolica, comunque pertinenti al nostro processo di decisione
nel determinare quale calendario debbano osservare i Cristiani.
Ippolito [170-236 d.C.] The Refutation of All Heresies, VII.xi(ANF, Vol.V,p.123):
La Pasqua deve essere celebrata il quattordicesimo giorno del mese, secondo il comandamento della legge, in qualsisi giorno (del mese) possa capitare.
Anatolio di
Alessandria [230-280 circa d.C.] The
Paschal Canon (ANF,
Vol.VI,pp.146-147):
anche se essi [Isidoro, Gerolamo, Clemente] differiscono anche nella lingua, sono, comunque, giunti armoniosamente ad uno stesso e più giusto calcolo della Pasqua, giorno, mese e stagione si trovano in accordo con il sommo onore della resurrezione del Signore. Ma anche Origene, il più erudito di tutti, e il più acuto nei calcoli, … ha pubblicato in una maniera molto elegante un libretto sulla Pasqua. E in questo libro dichiara, riguardo al giorno di Pasqua, che deve essere data attenzione non solo al corso della luna e al transito dell’equinozio, ma anche al passaggio del sole, (II) C’è dunque, il primo anno, il Novilunio del primo mese, che è l’inizio di ogni ciclo di diciannove anni, il ventiseiesimo giorno del mese chiamato dagli Egiziani Phamenoth. Ma, secondo i mesi dei Macedoni, è il ventiduesimo giorno di Dystrus. E, come direbbero i Romani, è l’undicesimo giorno prima delle Calende [primo] di Aprile. (III) E questo può essere appreso da ciò che hanno scritto Filone,, Giuseppe e Museo … i due Agothobuli, che erano chiamati i Maestri, e l’eminente Aristobulo, che era uno dei Settanta che tradussero le sacre Scritture dei Giudei per Tolomeo Filadelfo e suo padre … Questi scrittori, nel risolvere qualche problema che era sorto rispetto all’Esodo, dicono che tutti allo stesso modo devono sacrificare la Pasqua ebraica dopo l’equinozio di primavera a metà del primo mese. E questo accade quando il sole passa attraverso il primo segmento del ciclo solare, o come qualcuno di loro lo ha chiamato, zodiacale. (IV) Ma questo Aristobulo aggiunge anche, che per la festa della Pasqua ebraica era necessario non solo che il sole passasse il segmento dell’equinozio, ma anche la luna.
Questa lettera dell’imperatore Costantino I
(306-337 d.C.) dopo il concilio di Nicea, dovrebbe ulteriormente illustrare i
generi di problemi inerenti al calendario con i quali dobbiamo confrontarci.
Costantino, augusto, alle chiese …
Quando sorse la questione che riguardava il santissimo giorno di Pasqua, fu decretato dal consenso generale essere opportuno, che questa festività fosse celebrata da tutti lo stesso giorno, in ogni luogo.
… sembrava a tutti una cosa indegna seguire i costumi dei Giudei nel celebrare questa santissima solennità, quelli che, si sono resi abietti, avendo macchiato le loro mani con un crimine nefando, sono giustamente resi cechi nelle loro menti. E’ giusto, dunque, che rifiutando l’usanza di questo popolo, noi dobbiamo perpetuare a tutte le età future la celebrazione di questo rito in un modo più legittimo, quale noi abbiamo celebrato sin dal primo giorno della passione di nostro Signore, fino ai tempi presenti. Dunque non dobbiamo aver nulla in comune con la più ostile gentaglia dei Giudei. Noi abbiamo ricevuto un altro metodo dal Salvatore. Un corso più giusto e legale è iniziato per la nostra santissima religione. Nel perseguire questo corso con un consenso unanime, allontaniamoci, miei onorati fratelli, dalla più odiosa compagnia …Poiché è necessario che questo errore debba essere corretto in modo tale che noi non abbiamo nulla in comune con le abitudini di quei parricidi e assassini di nostro Signore; e così questo ordine, il più adatto, che è osservato da tutte le Chiese dell’Occidente, così come da quelle del sud e del nord del mondo, e anche da quelle in Oriente, è giudicato il più giusto e appropriato; io mi sono impegnato affinché questo giudizio incontri la vostra approvazione, e a che le abitudini, che prevalgono con un unico consenso nella città di Roma, e attraverso tutta l’Italia, l’Africa e l’Egitto, in Spagna, Gallia, Britannia, Libia, l’intera Grecia, le diocesi di Asia, Ponto e Cilicia, siano abbracciate volentieri dalla vostra prudenza,…e a che non abbiate nessuna fratellanza con lo spergiuro dei giudei. E, per dirlo in poche parole, è conveniente al giudizio comune di tutti, che la santissima festa della Pasqua debba essere celebrata in un unico e stesso giorno (A Historical View of THE COUNCIL OF NICE; with a TRANSLATION OF DOCUMENTS by Rev. Isaac Boyle, D.D.; T Mason and G Lane, New York, 1839; pp.51-54).
Nel modo di governare il mondo a quei tempi, non si percepisce soltanto un alto livello di potere manipolatore, di propaganda, e di credo religioso, ma si vede anche l’espressione delle radici dell’anti-semitismo nella cultura Occidentale.
E’ utile notare come l’ultimo più grande
bastione di resistenza, la Britannia, sia caduto sotto l’assalto della
deformazione del calendario e ancor più di quella religiosa. Lo storico e vescovo Britannico, Beda
[672-735 d.C.], nella sua Historia
ecclesiastica gentis Anglorum, in particolar modo ai capitoli 25-26 del
Libro III, ha molto da dire a proposito del sinodo e delle discussioni presiedute
dal Re Oswy [612-670], soprattutto tra il Vescovo Colman e il seguace di Roma,
l’Abate di Ripon, Vilfrido, nel monastero di Streanaeshlch [cioè, il Sinodo
storico di Whitby del 664 d.C.].
Beda rende molto chiaro che il calcolo della data della Pasqua non era soltanto una questione meramente tecnica o isolata. Il movimento della Pasqua è una di quelle cose la cui discussione in termini di simboli (come diremmo, ma simbolo è una parola limitativa, misteri,si direbbe) mostra di essere carica di significato. La Pasqua deve essere proprio all’equinozio, poiché i giorni allungati rappresentano il trionfo di Cristo sul potere delle tenebre. Deve essere il primo mese dell’anno lunare, poiché questo era il mese in cui il mondo è stato creato e in cui deve essere creato nuovamente. Doveva essere come se la luna stesse per calare, poiché la luna si volge dalla terra alle cose celesti [Ap. 12:1; Ml. 4:2; Lc. 2:32; Is. 60:1-3]. Era giusto che la Pasqua cadesse entro lo spazio di sette giorni, poiché sette era un numero di significato divino. Considerando da un altro punto di vista, la Pasqua doveva essere calcolata in modo tale da soddisfare sia la Vecchia Legge dei Giudei, sia La Nuova Legge di Cristo. Se fosse stata celebrata nel tempo giusto, allora tutto sarebbe stato in armonia. (Introduction, p. xviii, by James Campbell, che ha tradotto la Historia ecclesiastica gentis Anglorum di Beda per The Great Histories Series by Washington Square Press, NY, 1968).
Questo è il perché si celebra l’agitazione
del covone di Domenica 15 Nisan nel 1997, data dalla quale si calcola la
Pentecoste, e il perché il sistema principale della Chiesa aspetta fino alla
Domenica successiva, che è in realtà il 22 Nisan nel 1997, per celebrare la
Domenica di Pasqua e dalla quale calcolare la Pentecoste.
Prima di citare direttamente Beda, diamo uno
sguardo ad una nota in calce (n.44,pp.400-401):
Sia i Celti, che i loro oppositori erano d’accordo che la Pasqua doveva essere calcolata riferendosi alla luna piena, che viene con o immediatamente dopo l’equinozio di primavera. Ma i Celti sostenevano che la Domenica di Pasqua doveva essere quella che veniva tra il quattordicesimo giorno della luna (cioè il giorno di luna piena) e il ventesimo giorno, entrambi inclusi. Questo, per dire che se la luna piena veniva di Domenica, essi ne facevano la Domenica di Pasqua. Le altre Chiese rifiutavano di rendere il giorno di luna piena la Domenica di Pasqua. Dunque il sistema che Beda usava, e che divenne universale in Occidente, contava la Domenica di Pasqua come quella che cadeva tra il quindicesimo e il ventunesimo giorno della luna. Se la luna piena che coincideva o veniva immediatamente dopo l’equinozio, cadeva di Domenica, allora la Domenica successiva era la Domenica di Pasqua.
Successivamente, il Vescovo Colman indicò che
la sua osservanza della Pasqua fu accettata dai suoi anziani e fu “la stessa
che celebrò il Santo Giovanni Evangelista, il discepolo particolarmente caro al
Signore”. Il fondatore dell’Ordine
Benedettino in Britannia, Vilfrido, replicò:
La Pasqua che noi osserviamo la vedevamo celebrata da tutti a Roma, dove i santi Apostoli Pietro e Paolo vissero, predicarono, subirono il martirio e furono sepolti. Questo è ciò che vedemmo osservato da tutti in Gallia e in Italia quando viaggiammo attraverso di esse per studiare e pregare. Questo abbiamo appreso essere praticato in Africa, Asia , Egitto e Grecia, e in tutto il mondo in cui la fede di Cristo è stata diffusa attraverso varie razze e lingue; tutti fanno uso di un unico modo per determinare la data della Pasqua. L’unica eccezione sono quei popoli e i loro complici nell’ostinazione, cioè i Picti e i Britanni, con i quali (gli abitanti delle due ultime isole dell’oceano, e solo una parte di essi) vanno contro il mondo intero, lottando stoltamente. (ibid., pp.160-161).
Il commento successivo di Vilfrido è
affascinante, specialmente quando si nota che entrambi sbagliavano, ma Vilfrido
era ovviamente il più abile e informato:
Lungi da noi l’accusare Giovanni di stoltezza, perché ha osservato i precetti di Mosè alla lettera, al tempo in cui la Chiesa ancora seguiva i Giudei in molte cose; e gli Apostoli non furono capaci immediatamente di eliminare l’intera osservanza della legge dettata da Dio … Così, Giovanni, secondo la consuetudine della Legge, iniziò la celebrazione della festa della Pasqua la sera del quattordicesimo giorno del primo mese, non prestando attenzione se fosse caduta il Sabbath o qualche altro giorno [Dunque qui non vi era alcun rinvio](pp.161-162).
Successivamente Vilfrido contraddice ciò che
aveva detto e sposa la convenzione Cattolica.
Questo modello di imposizione universale
della data e del modo di osservanza nella controversia Pasqua ebraica/Pasqua ha
persistito attraverso i secoli. The New
Catholic Encyclopedia commenta:
Poichè la
maggioranza dei primi Cristiani erano Giudei convertiti, è comprensibile che
sin dall’esordio il calendario Cristiano era determinato dal fatto che la morte
e la Resurrezione di Cristo erano avvenute al tempo della principale festività
Giudaica, la Pasch, o Pasqua ebraica, celebrata il quattordicesimo giorno del
mese di Nisan, cioè, alla luna piena dopo l’equinozio di primavera. Comunque, piuttosto che seguire letteralmente
la Pasqua Giudaica, dato che questo richiederebbe di commemorare la
Resurrezione in un giorno della settimana diverso ogni anno, la tradizione Cristiana (sanzionata dal
Concilio di Nicea nel 325; ConOecDecr 2-3, n.6) fissò l’anniversario della
Resurrezione di Cristo nel giorno della settimana (il primo) nel quale la
Resurrezione ha avuto luogo. Come
risultato, la Pasqua cade nel primo giorno della settimana (Domenica) dopo la
prima luna piena che segue l’equinozio di primavera, e dunque può essere al più
presto il 22 Marzo e al più tardi il 25 Aprile [che la renderebbe la seconda luna piena dopo l’equinozio] (ibid.,
McGraw Hill,NY,1967,pp. 1062-1063).
Le ultime date non hanno a che fare con la
determinazione delle date della Pasqua ebraica del 14-15 Nisan, ma si
riferiscono alle ultime date in cui cade la Domenica che potrebbe essere molti
giorni dopo il 14 Nisan. Le ultime date
possibili in cui la Pasqua ebraica può cadere, sono dettate dalle regole
antiche che stabiliscono anche che il sole sia nel segno dell’Ariete. Il sole lascia Ariete dal 10-20 Aprile e
l’ultima data possibile per la Pasqua ebraica è il 20-21 Aprile.
Ciò che è più importante nelle citazioni qui
riportate è vedere che l’influenza sia di Roma sia, più tardi, del Giudaismo
hanno fatto tutto tranne che oscurare la vera Pasqua ebraica. I successivi Scismi Ortodossi hanno reso il
problema ancor più complicato, in quanto essi hanno adottato gli ultimi rinvii
Giudaici e dunque hanno celebrato la loro Pasqua una settimana dopo le date
Giudaiche del 14-15 Nisan.
Il
Catechismo della Chiesa Cattolica (St. Pauls, Libreria editrice vaticana,
1994, articolo 1170) dice: “Nel
Concilio di Nicea, nel 325, tutte le Chiese stabilirono che la Pasqua, la
Cristiana Pasqua ebraica, doveva essere celebrata la Domenica seguente la prima
luna piena (14 Nisan) dopo l’equinozio di primavera. La riforma del calendario Occidentale,
chiamato “Gregoriano” dal Papa Gregorio XIII (1582), causò una discrepanza di
vari giorni con il calendario Orientale.
Oggi, le Chiese Occidentali e Orientali sono alla ricerca di un accordo
per celebrare il giorno della Resurrezione del Signore in una data comune”.
Nel 1997 le Chiese Occidentali celebreranno
la Pasqua una settimana dopo la Domenica che cade proprio il 15 Nisan in
Marzo. Il sistema Ortodosso, di cui la
chiesa Ucraina è un esempio, mantiene la sua Pasqua nella Domenica della
settimana seguente i rinvii Giudaici, il 27 Aprile. I Giudei sono in ritardo di un mese rispetto
all’Occidente nell’ottavo e diciannovesimo anno del ciclo del loro
calendario. C’è un’ulteriore conseguenza
per il fatto che la Pentecoste e la fine delle festività dell’anno sacro (La
Festa delle Trombe, Il Giorno della Redenzione, La Festa dei Tabernacoli)
saranno un mese più tardi. Un effetto
simile a quello dei rinvii Giudaici fu ottenuto nel sistema Ortodosso. In origine la convenzione Occidentale non era
accettata dalla Chiesa Orientale in Siria e Mesopotamia, specialmente da
Antiochia. Esse si attennero al sistema
quartodecimale fino a quando il problema non fu risolto. Il Canone I del concilio di Antiochia del 341
mostra che i vescovi orientali erano obbligati ad accettare il sistema Romano
determinato da Alessandria (vedere il saggio Geroboamo e il
Calendario di Hillel (N° 191) per ulteriori dettagli). I Russi furono convertiti al Cristianesimo
dopo il battesimo di Olga di Kiev nel 955.
Suo figlio Svyatoslav di Kiev saccheggiò il regno Giudaico di Kazar
degli Askenaz nel 967. Dunque, essi
furono annessi alla Russia e il nipote di Olga, Vladimiro accettò il
Cristianesimo e adottò ufficialmente la religione nel 988/989 (cfr.
Milner-Gulland e Dejevskj Cultural Atlas
of Russia and Soviet Union, Time-life Books, 1994,p.8).
L'influenza del sistema Giudaico di Kazar non
dovrebbe essere sottostimata.
L'influenza Giudaica nel sistema Ortodosso Russo era così grande che
nella seconda metà del quindicesimo secolo si ritenne necessario reprimerlo
duramente (vedere ERE, art. Russian Church, Vol. 10,p.869). Fino al 1480, con Ivan III Vasilievich, la Russia
era stata sotto il dominio dei Tartari o Mongoli (ibid., p.870) i quali erano
molto tolleranti con le religioni, come lo era stato il Kazar prima di loro. La
Russia fu divisa in due aggregazioni politiche alla metà del quindicesimo
secolo, la sezione Occidentale sotto la dominazione Cattolica Polacco-Lituana
represse gli Ortodossi in ogni modo (ibid.,pp.869-870). Combinato con gli effetti del fallimento
della Chiesa Ortodossa nell’adottare il calendario Gregoriano, questo
probabilmente contribuì alla variazione della data della Pasqua. E’ una combinazione del fallimento nel
correggere gli errori nel calendario, per farlo coincidere con il sistema
Gregoriano, e del rinvio al successivo Novilunio che, questo anno, corrisponde
ai rinvii Giudaici.
La
Durata della Pasqua Ebraica
Quando Gesù Cristo incontrò gli Apostoli, per
quella che Paolo chiama la Cena del
Signore (1Cor. 11:20; vedere anche Gv. 13:2,4; 21:20), quella era la notte
prima della Pasqua ebraica. L’evento che
i Cristiani dovrebbero osservare è la sera del 14 Abib, mentre i Giudei
osservano solo la sera del 15 Abib, con l’uccisione dell’agnello Pasquale nel
pomeriggio immediatamente prima di questa notte, che è anche descritta in Esodo
12:40-42. La Cena del Signore nel 1997
cade la sera del Venerdì 21 Marzo (14 Abib), poiché il novilunio primaverile è
il 9 Marzo e l’equinozio primaverile è immediatamente prima la mezzanotte del
20 Marzo. Non è ironico che il 22 Marzo
coincida con i Purim Giudaici (14 Adar II)?[vedere Ester 9:18-19].
La sera del 15 Nisan, è descritta come La Notte che deve Essere sempre Celebrata e
i Cristiani, dunque, celebrano entrambe le sere, ma danno più importanza al 14
Nisan che al 15 Nisan e la Pasqua ebraica dura fino alla Domenica, come è
documentato da Tertulliano, indifferentemente da quando cada il 14 Nisan.
Secondo Tertulliano, la Crocifissione e la Resurrezione furono trattate allo
stesso modo e la parola Pascha (o
Pasqua ebraica) designava entrambi i giorni o il periodo della Crocifissione a
partire dal 14 Nisan fino alla Domenica (che era l’Offerta dell’Agitazione del
Covone e a partire dalla quale era determinata la Pentecoste) (cfr.
Enciclopedia Cattolica, Vol. III, art. Calendario, pp. 159 e seguenti). Si dovrebbe ricordare anche che la
determinazione del sistema di Pasqua è in accordo con il concilio di Nicea, ma
non ci sono documenti nei canoni del concilio di tale decisione (cfr.
Enciclopedia Cattolica, ibid.,p.160; cfr. Turner Monumenta Nicaeana 152; cfr.
Enciclopedia Cattolica, Vol. V,
art. Pasqua, p.228).
Sommario
L’intento di coloro che hanno scritto la
storia del calendario, come dimostrato in questo breve saggio, sembra creare
abbastanza confusione da rendere impossibile celebrare la vera stagione
della Pasqua ebraica basata sulle date
corrette determinate dal vero Novilunio della primavera del nord. I calendari Biblici, e dunque, i tempi delle
festività sono determinati dal primo mese, Abib (Es. 12:2; 23:14-16 [v.16 dice
che la festa dei Tabernacoli è al termine dell’anno (o, più correttamente, al
volgere dell’anno); vedere anche Es. 34:18-22]; Lv. 23:4; Nm. 9:1-2; 28:16; Dt.
16:1; Gs. 4:19; Ez. 45:18-21). I rinvii sono in effetti una negazione del
fatto che il calendario è determinato dal primo giorno del primo mese! Il
flusso delle festività parte dal primo mese e non dal settimo mese,
Tishri. Si dimostra dunque da sé che
abbiamo un’enorme responsabilità nell’osservare fedelmente i corretti giorni
sacri e nel favorire anche la loro piena restaurazione, così che gli altri
possano celebrarli nell’obbedienza ricompensatrice alla Parola di Dio
Onnipotente.