Chiese Cristiane di Dio
[013z]
Sommario:
Il Miracolo di Giona e la Storia della Ricostruzione del
Tempio [013z]
(Edizione
1.2 19940402-19980822)
Il miracolo di Giona fu l’unico segno dato al ministero del Messia. Il miracolo è legato alla ricostruzione del
tempio e alle settanta settimane di anni.
Il miracolo si estende ed ha rilevanza fino ai nostri giorni. La profezia è ancora all’opera e finirà nel
futuro prossimo. La comprensione dei
tempi esatti della ricostruzione del tempio è fondamentale.
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(Diritti d’Autore 1994,1998 Wade Cox)
(Sommario di John Pierce edito
da Wade Cox)
(Tr. By Riccardo Trombetti, 2004)
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Il Miracolo di Giona e la Storia della Ricostruzione del
Tempio [013z]
Ci sono tre
versioni della ricostruzione del Tempio:-- la prima è nella Bibbia, la seconda
negli Scritti Apocrifi, in 1Esdra, e la terza in Flavio Giuseppe nelle
Antichità Giudaiche, Libro XI dal capitolo I al capitolo IV.
Tutte sono
concordi nell’affermare che Ciro consegnò i manufatti del Tempio a Sesbassar
(Esd. 1:8) principe o governatore di Giudea (Esdra 5:15 o 1Esdra) perché li
conservasse con cura fino a quando la costruzione del tempio non fosse stata
effettuata. Furono poi riportati
indietro dagli esiliati che rientrarono.
L’altare del
Signore fu costruito nei sette mesi del primo anno del loro ritorno. Molti degli esiliati andarono nelle loro
città e non a Gerusalemme (Esdra 3:1-3).
Le fondamenta del Tempio non erano ancora state gettate (Esdra 3:6). Il lavoro iniziò nel secondo anno, quando
furono gettate le fondamenta (Esdra 3:10). Da questo momento in poi, i giudei
si sentirono frustrati nei loro sforzi per colpa degli abitanti del luogo, i
Samaritani. Essi non erano israeliti ma
Caldei e Medi, che si erano ristabiliti in Israele dopo che le dieci tribù
furono portate via, per volere di Assaraddon, re di Assiria.
Flavio Giuseppe
fa ritornare Zorobabele subito dopo l’editto di Ciro. La lettera a Assuero è la lettera a Cambise e
la costruzione fu completata sotto il regno di Dario I. Esdra e Neemia tornarono in quel regno e
anche i profeti Zaccaria e Aggeo vennero nel secondo anno di quel regno. La costruzione secondo lui fu completata nel
516 a.C. 519-516 a.C. furono l’inizio
degli anni considerati nella profezia dei settanta anni fatta da Geremia e
ripetuta da Daniele che indicava il tempo in cui Gerusalemme sarebbe stata
desolata.
Testimonianza
non biblica
Un’efficace
convalida della narrativa biblica viene dalle Lettere Aramaiche, tradotte da
H.L. Ginsberg e pubblicate in The Ancient
Near East: An anthology of texts and pictures ( edite da James B.
Pritchard, Princeton, 1958, pp. 278-282), che erano lettere per e dagli ebrei
nella fortezza di Elefantina. Questa
fortezza è stata difesa dagli ebrei e da altri semiti non ebrei fin dai giorni del
regno egizio che precedette l’invasione medio-persiana. Li vi era stato costruito un tempio
impressionante che resistette a lungo quando Cambise invase l’Egitto.
L’invasione
ateniese dell’Egitto ebbe luogo nel 454 a.C, durante il regno di Ciro
Macrocheir o Artaserse I. Il Satrapo
lasciato in carica era un medio-persiano chiamato Arsames che regnò come
Satrapo dal 455/4 a.C. fino ad almeno al 407 a.C.
Durante almeno una parte di questo periodo il capo
degli ebrei della guarnigione era un ebreo chiamato Yedonniah. Nel quinto anno di Dario II, cioè il 420/419 a.C. , Anania, uno scriba
giudeo di Arsames, scrisse a Yedoniah ad Elefantina. La lettera lo informava che Dario aveva
comunicato ad Arsames l’autorizzazione di una festa del pane azzimo per la
guarnigione giudaica. Si davano anche
informazioni sui giorni da calcolare per la festa a partire dal 14 Nisan.
Questa
celebrazione per ordine di Dario nel quinto anno del suo regno, è quella
celebrazione della Pasqua ebraica alla quale ci si riferisce in Esdra
6:13-22. Questa celebrazione ebbe luogo
durante la consacrazione del Tempio che, secondo le lettere ad Elefantina,
sarebbe avvenuta nel 419/8 a.C.
La lettera rivela
che questo Tempio fu l’unico lasciato in piedi dall’invasione di Cambise. Rivela anche che quando avvenne il disastro,
fu mandata una lettera al sommo sacerdote di Gerusalemme chiamato Johanan (410
a.C.). Questo stabilisce senza alcun
dubbio che Dario il Persiano, al quale ci si riferisce in Neemia 12:22, era
Dario secondo.
La distruzione
del tempio di Elefantina fu l’inizio di una serie di rivolte egizie anti
semitiche. Questo cominciò nel 410 a.C.
e continuò fino al regno di Artaserse II il quale affrontò una ribellione
egiziana durante la sua ascesa nel 404 a.C.
Nel 402 a.C. egli perse l’Egitto.
Nel 401 a.C. egli combatté una guerra civile in Persia quando i giudei
rimasero leali e ricevettero un trattamento di favore.
IL MITO
DELL’EDITTO DI ARTASERSE
La Bibbia non
menziona in alcun passo un editto di Artaserse che fosse collegato alla
costruzione del Tempio, eccetto la sospensione dei lavori, come è riferito in
Esdra 4:23. Quando fu emanato l’editto
di approvvigionamento, che sia stato emesso da Serse I o da Artaserse I o II,
il Tempio era già stato costruito. In nessuna versione conosciuta alla storia antica,
sia biblica che non biblica, ad Artaserse è attribuito alcun editto favorevole
alla costruzione del Tempio o all’approvvigionamento dei Leviti. Questa è un’interpretazione più moderna.
I teologi che
sostengono Artaserse I, specialmente in relazione ai 2300 giorni o alle
settanta settimane di anni in Daniele 9, sono in errore. I punti in cui la Bibbia differisce dalle
fonti storiche sono stati considerati sempre più corretti via via che la
conoscenza aumentava.
SETTANTA
SETTIMANE DI ANNI
La profezia delle
settanta settimane di anni in Daniele 9:25-27 quando considerata dall’editto di
Dario II, termina nel 70 d.C.. Essa
iniziava dall’assedio di Gerusalemme da parte dell’esercito di Tito nel 1 Nisan
e continuava fino alla distruzione del Tempio nel 70 d.C.. La controversia finisce con la chiusura del
Tempio di Leontopolis in Egitto (vedi sotto).
Il primo
consacrato fu Neemia che ristabilì il sacerdozio nel Tempio nel 372 a.C. (7
settimane di anni) purificò i Sabbath e reintrodusse la decima. Egli completò i muri della fortezza del
Tempio e i muri della città e riorganizzò Gerusalemme.
Il secondo
consacrato è il Ministero del Messia. Ma
la profezia si riferisce a Gerusalemme e alla funzione del Tempio, non al tempo
del Ministero del Messia. Non si
potrebbe credere che l’espiazione dei peccati e la rettitudine eterna fossero
introdotte o completate mentre la legge rituale era ancora in atto. Il completamento della profezia, dunque,
dipendeva dalla rimozione o dall’eliminazione del luogo di sacrificio.
Mentre il
sacrificio continuava ancora nel Tempio, non si poteva affermare che il
sacrificio del Messia avesse eliminato veramente il sacrificio quotidiano anche
se fu compiuto con la sua morte. Questa
profezia non è ancora compiuta, non come una settimana spezzata, come qualcuno
afferma, ma per il fatto che il termine stabilito non è ancora stato segnato
sul devastatore, cioè il sistema romano.
Ciò avverrà, come rivela l’Apocalisse, quando la città sarà distrutta e
il settimo/ottavo impero dei dieci re sarà finalmente annientato.
Se l’editto fu
considerato dal 516 a.C., dal regno di Dario I, per continuare direttamente con
le 70 settimane di anni, allora la fine della profezia fu nel 26 a.C., il che
sembra non portare a nulla. I Cristiani
moderni cercano di collegare il problema al 27 d.C. e asseriscono che il
Ministero di Cristo iniziò dopo, cosa che non avvenne. Flavio Giuseppe si sbaglia chiaramente a
proposito dell’inizio e il suo prolungamento della dinastia dei Caldei sembra
avere lo scopo di estendere i loro regni per prolungare le date dei re
persiani, per dare alla profezia delle 70 settimane di anni qualche significato
a partire da Ciro.
La variazione
della costruzione del Tempio da Dario II a Dario I sembra essere una trovata
post-cristiana (adattata da Flavio Giuseppe).
Il suo scopo è quello di minare il significato della profezia delle 70
settimane di anni ed è probabilmente l’intenzione dell’apocrifo Esdra 1, il
quale è in errore.
Le 70 settimane
di anni non iniziano dal regno di Dario I o da un inesistente editto di
Artaserse I, ma piuttosto da Dario II.
E’ la prova della Messianicità di Cristo e richiede manipolazioni
scritte a proposito di periodi di tre anni e mezzo o di sette anni incompleti.
IL
MIRACOLO DI GIONA
Il miracolo di
Giona è l’espressione più significativa del ministero del Messia (cfr. Mt.
12:39-40). Questo è ripetuto in Luca
11:29-32. Il miracolo di Giona non
consiste solo nel fatto che rimase tre giorni e tre notti nel ventre della
balena, ma anche che egli entrò a Ninive, cosa che richiese tre giorni di
viaggio. Dopo un giorno di viaggio nella
città, egli profetizzò a Ninive, la quale si pentì dopo che gli furono concessi
40 giorni per fare ciò (Giona 3:3-10).
Dal Battesimo di
Cristo noi vediamo il tentativo di Satana durante i 40 giorni nel deserto,
prima della Pasqua ebraica del 28 d.C. e dell’inizio del ministero di
Cristo. Il tentativo di Satana durante i
40 giorni nel deserto fu a modo suo analogo al periodo dato a Ninive, e Satana
fu giudicato.
Come prova
positiva del ministero di Cristo, a Gerusalemme fu dato un anno al posto di un
giorno dato a Ninive. La terza fase dei
40 giorni fu, per Giuda, 40 anni, che terminarono con la totale distruzione di
Gerusalemme nel 70 d.C., 40 anni dopo la morte di Cristo. A differenza di Ninive essi non si pentirono
anche se fu dato loro un segno più grande di quello di Giona a Ninive.
Il significato
più importante della missione di Giona fu che si rivolse ai Gentili e che egli
solo tra i profeti Ebrei generò il pentimento dei Gentili. Questo fu un prototipo del ruolo del Messia,
come è indicato in Isaia 53.
Se i Farisei e i
Sadducei accettarono che la costruzione del Tempio avvenne durante il regno di
Dario II, è allora inevitabile che essi rimasero condannati e così idearono
sequenze distorte ed erronee. Le
distorsioni del Cristianesimo moderno a proposito delle 70 settimane di anni su
Artaserse I, sono totalmente contrarie a Esdra e a Neemia, e a causa di ciò
sono respinte dal Giudaesimo. Le 70
settimane di anni terminarono esattamente al compimento del periodo dei 40 anni
dato a Giuda e a Gerusalemme per pentirsi, a cominciare da 1 Nisan del 70 d.C. a 1 Nisan del 71 d.C., tempo nel
quale il Tempio era stato distrutto. Il
riferimento di Cristo a Ninive e a Salomone dimostra il significato della
durata del Tempio e la cessazione del sacrificio. Gerusalemme fu assediata nel 1 Nisan e fu
saccheggiata e il Tempio fu distrutto come espiazione nel 70 d.C.. C’è ancora una parte della sequenza
incompleta.
Le 70 settimane
di anni iniziarono nel primo anno del nuovo Giubileo. Era anche il secondo anno del regno di Dario
II. Alla fine del Giubileo si vede la
Restaurazione di Esdra e Neemia (vedere saggio La legge con Esdra e Neemia
[250]).
Ciò che non è
generalmente compreso è che il sacrificio continuò in Giudea anche dopo la
distruzione del Tempio, a compimento della profezia in Isaia 19:19.
Si sa che un
Tempio era stato costruito ad Elefantina e che il sacrificio era continuato lì
mentre il Tempio a Gerusalemme giaceva in rovina a causa del saccheggio della
città ad opera dei Babilonesi. Questo
Tempio fu in piena attività fino a che non fu saccheggiato dopo che il Tempio
di Gerusalemme fu ricostruito nel regno di Dario II. Gerusalemme restò allora il centro
dell’adorazione del Tempio per quasi 2 secoli fino al secondo secolo a.C.. Isaia aveva profetizzato che un Tempio
sarebbe stato costruito in Egitto.
Questa profezia si riferiva al Messia (Is. 19:20) che avrebbe liberato
l’Egitto. In quel tempo essi erano sotto
il dominio romano e il Messia fu mandato in realtà in Egitto da bambino per la
sua salvezza. Ciò avvenne per compiere
questa profezia e quella in Osea, così che egli avrebbe potuto essere chiamato
fuori dall’Egitto come figlio di Dio e il primo d’Israele.
Il sacrificio era
stato continuato ad Elefantina durante il periodo in cui il Tempio giaceva in
rovina. Dio non permise a questo Tempio
di resistere dopo la distruzione del Tempio a Gerusalemme. Questa volta, il nuovo Tempio sarebbe stato
fatto di pietre viventi e l’autorità sarebbe passata da Giuda alla Chiesa nel
deserto. Questa fase del miracolo di
Giona consisteva nel giudicare le nazioni durante 40 Giubilei. Il sacrificio sarebbe cessato nell’intero
periodo di 40 Giubilei. Chiunque cercò
di reinserire il sacrificio è stato ucciso o distrutto.
Questo completa
le 70 settimane di anni, che era la durata assegnata al secondo Tempio. Allo stesso modo il miracolo di Giona era
compiuto e il terzo Tempio da questo momento fu rimosso da Gerusalemme e
disseminato.
Il terzo Tempio,
o quarto tabernacolo, doveva essere costruito da blocchi di Spirito individuali
prodotti dai figli di Dio (Zc. 3:8-10 e Zc. 4).
Dall’avvento di Cristo, che “rimuoverà in un sol giorno l’iniquità da
questo paese”, si vede lo sviluppo attraverso Zaccaria 4:1-3, delle sette ere
della Chiesa e delle due piante di olivo.
Queste due piante di olivo sono i due consacrati e danno l’olio
attraverso due canaletti d’oro (Zc. 4:12).
Dunque il terzo Tempio è dello Spirito di Dio e compie tutte le cose
dall’olio dello Spirito di Dio. Poiché
la grazia è data in esso (Zc. 4:7). Da
Zaccaria 4:6 si vede che tutte le cose furono compiute da quel momento in poi
“Non con la potenza né con la forza, ma con il mio spirito, dice il Signore
degli Eserciti.”
A causa di ciò,
il secondo Tempio, o terzo tabernacolo, era limitato nel tempo. Doveva preparare il terzo Tempio spirituale,
il quarto tabernacolo, delle sette lucerne, che sono le sette ere della Chiesa
(cfr. Ap. 2 e 3). Queste ere erano
chiamate per aree separate da Gerusalemme e cominciavano da Efeso come l’era
degli Efesini.
Dal 70 d.C. il
cuore di Giuda fu indurito, affinché essi non ne capissero il significato. E’
anche possibile che le autorità rabbiniche del tempio videro il pieno
significato della profezia e che essi furono per questo condannati. Da allora, la creazione della storia della
costruzione nel regno di Dario I iniziò ad oscurare il significato della
questione.
L’ultima sequenza
del miracolo di Giona serviva a coinvolgere quaranta Giubilei. Si vede dalla vita di Mosè che il terzo ed
ultimo stadio era simboleggiato dai quaranta anni nel deserto di Israele, prima
che prendesse la sua eredità. Questi
quaranta anni erano il prototipo dei quaranta Giubilei. Il primo Giubileo comprendeva la nascita di
Cristo e la preparazione al suo ministero.
Giovanni Battista cominciò il suo ministero nel Giubileo dell’anno 27
d.C., il quale, essendo il quindicesimo anno di Tiberio, doveva essere in
Ottobre. Dunque il significato qui era
nel fatto che egli cominciò quando il Giubileo fu aperto.
Come si è visto
il simbolismo della restaurazione di Giosia si ebbe nel primo anno del nuovo
Giubileo. Questo fu esattamente ciò che fece Cristo. Egli cominciò il suo ministero nel 28 d.C.
dopo la Pasqua ebraica. Dunque, i
quaranta Giubilei intesero il miracolo di Giona fino all’istituzione del
Millennio, nel primo anno del nuovo Giubileo in Marzo/Aprile 2028 d.C.. La
sequenza dei trenta anni è tra il 1997 e il 2027.
LA
TRACCIA SBAGLIATA
La preoccupazione
dei teologi Protestanti verso l’editto di Artaserse ha origine dai tentativi di
mettere in relazione la profezia ad una traduzione errata di Daniele 9:25 nella
Versione di Re Giacomo. Verso la fine
del 1830, William Miller scelse quest’editto come data d’inizio della profezia
dei 2300 giorni. Il motivo per cui egli
ed altri avrebbero fatto questo errore lascia perplessi.
Daniele indica
l’inizio della profezia dal tempo in cui il santuario fu calpestato e l’offerta
che ardeva perennemente portata via.
Questo periodo non iniziò, e non coincise, con nessun editto di
costruzione o nessun editto di approvvigionamento.
LA
PROFEZIA DEI 2300 GIORNI
Il periodo più
remoto da cui si può collocare la profezia fu l’invasione di Gerusalemme e la
profanazione del Tempio ad opera di Tolomeo (Sotere) alla fine del 302
a.C.. Questo pone il compimento della
profezia non prima della fine del 1998.
Essendo questa la data più probabile, tutto sarà completato a partire
dal 1999. Qualcuno attribuisce la fine
del sacrificio quotidiano ad Antioco Epifane nel 167 a.C., il che potrebbe
porre il compimento nel 2133 o 2134, ma questo non coinciderebbe con Daniele 12
o l’Apocalisse. Allo stesso modo, la
data del 197 a.C. produrrebbe la data del 2108.
Nel 197 a.C., la
Giudea divenne una provincia dell’Impero dei Seleucidi, i successori orientali
di Alessandro, da cui Antioco Epifane discese.
FINE
DELLE 70 SETTIMANE DI ANNI
La fine della
profezia delle 70 settimane di anni e i dettagli che riguardano la distruzione
del Tempio nel 70 d.C., richiedono un esame dettagliato per assicurare una
comprensione esatta.
La giurisdizione
Giudaica sul Tempio fu riconosciuta e appoggiata dai Romani. La proibizione contro i Gentili ad entrare
nei cortili interni del Tempio, fu sottoscritta dai Romani e la punizione era
la morte, anche se si trattava di cittadini Romani. I Romani confermarono la giurisdizione
capitale dei Giudei anche sui i non Giudei.
Fu per questa ragione che Paolo si dovette appellare all’Imperatore (At.
25:9-12) e solo questo impedì a Festo di occuparsi di Paolo in rispetto alla
legge Giudaica.
I Giudei erano
anche dispensati dal servizio militare per evitare il contrasto con le feste e
i Sabbath. La Giudea rimase fino al 70
d.C. un’unità amministrativa con il proprio governo provinciale.
L’esercito romano
a Cesarea, fino allo scoppio della guerra giudaica nel 66 d.C., era formato in
prevalenza da truppe Siriane di Cesarea e Sebaste.
L’ultima
costruzione nel Tempio fu quella di un muro nella parte più alta dell’edificio,
nel cortile interno sul lato occidentale, per impedire ad Agrippa la vista del
cortile interno durante le cerimonie (Schurer, Vol. I, p. 475). La distruzione di questo muro fu impedita con
una supplica a Nerone e per intercessione di Poppea, la moglie di Nerone. A quel tempo i sommi sacerdoti, essendo
nominati da Agrippa, iniziarono a impossessarsi delle decime e i preti più
poveri morirono di fame (ib., p.465, pp. 468-470).
Entro il 62 d.C.
fu completata l’ultima costruzione nel Tempio e stabilita come norma la
rimozione delle decime dalle persone nominate da Agrippa, ad iniziare da
Ananus.
Dopo il 62 d.C.
sotto il sommo sacerdote, Ananus, il nominato da Agrippa, molti dei sacerdoti
furono uccisi. Il sommo sacerdote del
quarto tabernacolo o terzo Tempio, Giacomo, vescovo di Gerusalemme, fratello di
Gesù Cristo, fu ucciso (ib., p.468).
Questo significò la fine del sacerdozio del Tempio a Gerusalemme e la
fine delle 62 settimane di anni. Albino (62-64 d.C.), il nuovo procuratore, fu
particolarmente malvagio, saccheggiando sia il denaro pubblico che privato,
compreso il tesoro.
Da questo momento
in poi, il sommo sacerdozio fu un rifugio per furfanti. Nel 64 d.C. Nerone ordinò la persecuzione dei
Cristiani a Roma, e la tradizione vuole che Pietro e Paolo subirono il
martirio. Il “Patto con Molti” fu
diffuso contro i Giudei e i Cristiani.
Nel 68 d.C. il monastero a Qumran fu distrutto, e anche Nerone fu
deposto.
I rivoluzionari
svilupparono la tecnica del rapimento dei sacerdoti per scambiarli con i
prigionieri. Nel 66 d.C. le autorità,
con i Siriani ed altri, iniziarono l’azione che divenne la guerra giudaica.
A partire dal 1
Nisan del 70 d.C. Gerusalemme fu
assediata. Nel giorno dell’Espiazione
nel 70 d.C. il Tempio fu distrutto, e dall’Espiazione nel 70 d.C. non ci furono
più Tempio o sacrificio e offerta, fino alla fine della guerra nel 73 d.C. con
la caduta di Masnada. Ci si riferisce a
questo periodo in Daniele 9:27.
Per una settimana
di anni, la maggior parte del popolo cessò di praticare la propria religione,
cioè dal 63 d.C. al 70 d.C., a causa della corruzione del Tempio, dei furti
delle decime e delle morti dei sacerdoti.
L’espressione nello spazio di metà
settimana farà cessare il sacrificio e l’offerta è generalmente presa come
riferimento alla metà settimana di anni, ma probabilmente si riferisce al
periodo successivo alla distruzione, a partire dal 70-73 d.C. quando il popolo
combattè, ma senza il Tempio o il sacrificio.
Dunque, le 70
settimane di anni è chiaramente una profezia compiuta. Dopo la morte di Giacomo e prima della
distruzione nel 70 d.C., la Chiesa abbandonò Gerusalemme per Pella (ib., p.498
& note 65). Essi sapevano dalla
profezia che la fine di questo periodo sarebbe avvenuta, e il Tempio successivo
delle sette chiese, il quarto dei cherubini di protezione di Ezechiele (Ez.
1:15), stava per cominciare. In
Ecclesiaste 6:6, Salomone ha indicato che sarebbe potuto durare duemila
anni. Il miracolo di Giona entrò nella
sua fase successiva e poco compresa, il tempo dei Gentili. Questo durò quaranta Giubilei, fino al
ritorno del Messia e l’inizio del Millennio al quale ci si riferisce in
Apocalisse 20:4.
La Chiesa sotto
Simone nipote del Messia, tornò a Gerusalemme intorno al 72 d.C. e furono
fondate le chiese dei Desposini o di quelli che appartengono al Signore. Essi fornirono vescovi alle chiese d’Asia e
d’Egitto per molte decadi fino a che Roma non li sostituì con i greci.
Ci si potrebbe
chiedere: Cosa sarebbe successo se gli
Ebrei si fossero pentiti? La
risposta è data dal riferimento a Israele nel deserto dove gli esploratori o
testimoni furono mandati per esplorare la terra promessa. Essi rifiutarono di prendere la loro eredità,
testimoniando contro la produttività della loro eredità. A nessuno tra i venti che si lamentarono
contro Dio fu permesso di entrare nella terra promessa ad eccezione di Giosuè e
Caleb (Nm. 14:6-7). I figli furono condannati a quaranta anni nel deserto come
pastori erranti scontando così la punizione per la loro mancanza di fede. Questo rappresentava Giuda e Levi al tempo
del Messia.
I quaranta giorni
di testimonianza divennero i quaranta anni del Miracolo di Giona, a partire dal
Messia fino alla distruzione del Tempio.
I quaranta anni nel deserto divennero i quaranta Giubilei del
vagabondaggio fino alla seconda venuta.
Giuda si sarebbe
potuto pentire e noi avremmo potuto essere portati sotto la loro guida. Essi non si pentirono, e Dio sapeva che non
l’avrebbero fatto. Fummo allora chiamati
sotto differenti circostanze. A Giuda
sarà dato presto il pentimento.
Alla fine del
periodo, per una settimana di anni, la maggior parte della gente avrebbe
cessato di praticare la propria religione e, per metà di questo tempo, il sacrificio
e l’offerta sarebbero dovuti cessare.
Uno studio della
distruzione di Gerusalemme e del Tempio dimostra che questa profezia fu
compiuta nel 70 d.C..
Qualcuno sostiene che la fine decretata sfocerà nel devastatore per 3 anni e mezzo, cioè il periodo della pestilenza dell’ira di Dio nell’Apocalisse. Mentre il periodo dei 3 anni e mezzo avverrà, tentare di collegarli a questa profezia è un ragionamento molto dubbio. Altri sostengono che il periodo di una settimana di anni è limitato al tempo della fine. Non c’è assolutamente nessun sostegno a questa tesi.